eh già, mannaggia, acciderbolina e puffarbacco
i miei “poveri” amici di fb già sanno quanto io stia diventando drogata di camminata e corsa: ogni momento sono a sfrantecare i maroni con i miei aggiornamenti in diretta dal parco
stasera, mollato bellamente un lavoro noiosino, decido di farmi i miei chilometrini
mi cambio: maglietta, calzini, scarpette molleggiate che manco celentano e un bel paio di pantaloncioni larghi stile mutande di fantozzi. perchè? perchè la patata deve respirare l’aria buona di primavera, le prime brezzoline calde, la libertà della natura milanese
già: sono del Movimento Liberazione Patata
milano è una grande città composta da tanti piccoli paesotti. i miei “compaesani” sono abituati a vedermi uscire da casa in situazioni talvolta anche imbarazzanti. quindi non mi pongo problemi
arrivo al parco, cammino corro e saltello, libera e felice pur senza lines lei, coda di cavallo imbizzarrita e rammstein nelle orecchie a tutto volume. fino a che, crollo e stramazzo a terra come il cavallo poc’anzi nominato ma in fin di vita.
decido rientrare, sudata e maleodorante, bocca asciutta e leggera zoppia
ed ecco che mi si palesano in tutto il loro splendore, i fighetti dell’aperitivo in corso sempione che si radunano in tutti i locali dell’area pedonale
ma porca vacca! mica ci avevo pensato all’andata! era tutto vuoto…
tra i tavolini e gli sbagelli alti mezzo metro per gambe da playgirl, menù new age, spritz e sushi bar, modelle e cretinetti ingellati e fintamente casual, perfetti nel loro disordine: scommetto che fanno anche le puzzette firmate
ecco, tra di loro passo io. non ho più la forza di correre altrimenti lo farei, anzi, scapperei. mi fingo disinvolta al telefono con don ma sono certa di lasciare una scia di sudore che – per restare in tema – ha un leggero olezzo di focaccina alle cipolle… tiè, io ho l’aperitivo incorporato.
tacchi vs brooks, minigonne vs fantozzi, gucci vs marsupio, diego della palma vs gigiababette: supero l’ingorgo di ormoni e paillettes e finalmente… respiro.
come sempre, è tutta colpa della patata… ecco a voi la mia mise per l’aperitivo milanese:






































quand’ero giovane, avevo un diario sul quale avevo appiccicato la scritta KTM in grosse lettere rosse
















ciacole in cucina