Pubblicato da: gigiababette | 17 febbraio 2012

stranezze

Oggi, il mio cliente:
-mi ha accolto con la patta aperta e tutto spettinato
- ha detto a un collaboratore notoriamente gay: “da quando hai la barba sei piu macho”
- quando e’ arrivata la moglie a portargli gli occhiali, mi ha nascosto nel suo ufficio…

Buffo ometto… Mi trema l’occhio com’e a scrat…

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Pubblicato da: gigiababette | 17 febbraio 2012

ecco… evviva…

Pubblicato da: gigiababette | 12 febbraio 2012

Quindi

Sono troppo giovane per essere vecchia

Sono troppo vecchia per essere giovane…

Sono nel “bel mezzo del cammin” della mia vita?

Minkia.

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Pubblicato da: gigiababette | 1 febbraio 2012

Questa sono io…

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Pubblicato da: gigiababette | 29 gennaio 2012

Metafora della vita

Essere felici nel mettere le mutande, Sentirle larghe e pensare “cazzo! Sono dimagrita!”
E poi scoprire che si e’ solo rotto l’elastico.
Eh già.
(salamelle e morellino di scansano philosophy)

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Pubblicato da: gigiababette | 26 gennaio 2012

Fortuna

Visto che piove sempre sul bagnato, ho deciso di passare la vita sotto la doccia…
Chissà…

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Pubblicato da: gigiababette | 25 gennaio 2012

la schiuma dei ricordi

pumpumpum

pumpumpum

pumpumpum

pumpumpum

può essere solo uno di quei pensieri pensati per non pensare veramente, quando il cuoricino fa pumpumpum anziche fare pum pum e bisogna che un palloncino di cazzate ti liberi la testa

ebbene (quanto è démodé questa parola… la adoro…) ho avuto un recentissimo colpo di fulmine: un rapido e immediato innamoramento per il cappuccino  d’orzo

e come tutti gli innamoramenti inspiegabili, le “cose di pelle”, le affinità brividose, trovo che la loro causa sia data dal ricordo di momenti passati

allora, tra pumpumpum vari, penso a quella schiuma morbida in cui mi fiondo e riemergo con i baffetti bianchi: è l’orzoro di quand’ero piccina

e penso ancora, pumpumpum, a vecchi sapori sopiti lì dietro alla lingua, sapori che mi va di tirar fuori dal cuore e dal tempo

il latte condensato ciucciato direttamente dal tubetto stringendo le gote

il pane, burro e zucchero… quando devi togliere l’eccesso sbattendo la fetta nel vasetto e spargendo zucchero ovunque

il pancarrè cald,o con burro e miele, da pucciare nel the e vedere le macchioline di grasso venire a galla… oppure,  il pane con la marmellata alla fragola da immergere – e perdere i pezzi – nel latte freddo tirato fuori dal frigor

il plasmon nel succo di frutta all’albicocca… trattato con sapienza, per togliere il primo strato ammorbidito con i “denti davanti”, senza romperlo…

e mi rendo conto
pum pum
che sono tutti sapori di merende lontane che sanno di tanti libri da leggere,
pum pum
di colpi di pallone che echeggiano sul muro in cortile,
pum pum
di salti sul materasso
di ginocchia sbucciate e sanguinolente piene della ghiaietta dell’asfalto,
pum pum
di riccioli stanchi che riposano sul cuscino dopo giornate piene di energia
pum pum

e, così, il mio cuore di bimba, sazio di dolce, in questa giornata dove mum manca da tre anni… beh… può riposare

Pubblicato da: gigiababette | 13 gennaio 2012

è quasi ovvio… parole sante!

“Se finirai per avere una vita miserabile e noiosa perché hai ascoltato tua madre, tuo padre, la tua maestra, il tuo prete, o qualcuno in tv che ti dicesse che cazzo fare e come farlo, beh allora te lo sarai meritato”

(fz)

Pubblicato da: gigiababette | 5 gennaio 2012

(s)compostamente

lei

era

animale

quando si guardava dentro, trovava tessere di scarabeo a comporre la sua animale e la maneggiava con cura: 2 parole in 3, 1000 punti

ANIMA

MALE

ANIMALE

lei aveva un sorriso stanziale

di quei sorrisi più abituati allo stare che al divenire camminando

di quei sorrisi con gli angoli increspati dall’aria che entra dal finestrino a scompigliarli

ma gli occhi no, sfuggenti di nuvole blu su cieli bianchi a rincorrere cupi arcobaleni di tenebre

quasi animale

imprigionata in un colore indefinito tendente al tagliente, dibattendosi – un poco – nell’odore di vento e muffa, aprì la nuova giornata con la tapparella

nell’affondare dell’anima negli abissi del male, per non essere solo animale ma anche anima con macchie di male, per la salvezza in un sospiro, sbattè in un’armonia animale

arrivò proprio quando il sonno si risveglia e gli occhi si aprono e si fermano a un sorriso – ora mobile – risorto dall’immobilità dormiente

e quando le labbra si avvicinarono fu come far luccicare uno specchio, perchè due animali si baciarono, prendendo il volo in una tempesta magnetica

perchè, in quel preciso istante, scoprirono che sono in due potevano essere animali, con l’anima e con le ali

Pubblicato da: gigiababette | 5 gennaio 2012

… in un modo o nell’altro abbiamo ragione…

Pubblicato da: gigiababette | 4 gennaio 2012

Film porno

A me sto film m’attizza

Pubblicato da: gigiababette | 1 gennaio 2012

duemiladodici

Pubblicato da: gigiababette | 31 dicembre 2011

Che il letto sia con voi

Io sono pigra, sonnolenta e antidivertimentoobbligato…

Quindi, dico che al 31 dicembre non possono mancare lenzuola fresche di bucato e un piumone di nuvole e arcobaleni

Questo vi auguro per il 2012: morbide nuvole e splendidi arcobaleni.

(non ho un copri piumone con il sole altrimenti il post sarebbe stato diverso… La Paola voleva farvi gli auguri e non sono riuscita a toglierla… La chiara vi saluta: dorme in attesa del cenone)

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Pubblicato da: gigiababette | 29 dicembre 2011

felicità-ttà-ttà: leggete e non giudicatemi subito

(ma nemmeno dopo)

mi sono svegliata stamattina con questo pensiero: quali sono le cose che mi fanno felice

con tristezza ho pensato che, tempo fa, quando avevo (quasi) tutto, mi bastava un niente per esserlo. forse perchè lo ero già (non sapendolo) e il resto erano delle semplici “limature”

oggi, riesco a fare un elenco delle cose che mi rendono felice:
- l’iphone
- il cielo e il mare infinito del salento, quando l’orizzonte è talmente immenso che la vastità ti trafigge i polmoni e fai un verso tipo “huh” trattenendo il respiro
- fare soldi. anche pochi ma farli
- la salsa tonnata
- scopare

(mi sto sforzando nel cercare altre cose quindi significa che le principali sono queste)

qualche mese fa, un mia amica di blog, mi ha scritto un messaggio dicendomi “sono felice”. e io ho pianto, così. di botto. è così raro trovare qualcuno che ti dica “sono felice” che mi sono sentita onorata di essere testimone di tale rarità.

poco tempo dopo, la stessa amica, mi ha mandato un clone di una foto che avevo fatto a mum prima di morire: la sua mano così mortalmente in fin di vita, con la mia tristemente vitale senza esserlo
mi ha mandato la foto della sua mano con quella del suo papà, papà che ha perso lasciando il vuoto che so

e io ho odiato la vita! come non si può non odiarla? sono certa che lei non sarà mai più felice come quei giorni in cui lo è stata perchè niente, niente, niente, niente potrà affievolire quella mancanza

niente sarà mai più lo stesso e non si impara niente da certi eventi se non che non si torna indietro. e mi sembra un po’ poco.

(pirù, non ci sei nell’elenco delle cose che mi fanno felice semplicemente per un motivo: io sarei felice se tu fossi felice. io e te, siamo grate alla vita di essere insieme, sfregiate dal dolorechesappiamo, sopravvissute al vuotochesappiamo e combattenti nella vitachesappiamo. e sono certa che il tuo elenco non sia tanto diverso dal mio)

nel 2012 voglio fare questo: guadagnare soldi, scopando, davanti al mare del salento, con un iphone in mano e della salsa tonnata

giuro che lo faccio

Pubblicato da: gigiababette | 24 dicembre 2011

per un natale…

con il sangue del nostro sangue (silent night, deadly night)

(so che – somewhere over the rainbow – c’è mio padre che sghignazza sputacchiando fumo e mia mamma che dice “ma nanin!”. è quindi un zin natale anche per me)

auguri: vi stritolo tutti

Pubblicato da: gigiababette | 24 dicembre 2011

indovina chi viene al cenone…

Pubblicato da: gigiababette | 24 dicembre 2011

Evabbe’

Succede

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Pubblicato da: gigiababette | 23 dicembre 2011

Caro bambino che mi leggi

Guarda bene! Ihihihihih (gigiabastarda)

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Pubblicato da: gigiababette | 22 dicembre 2011

Non fidatevi mai

Di una parrucchiera in calore, assetata di sopracciglia vergini…
Altrimenti, succederà questo:

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Pubblicato da: gigiababette | 22 dicembre 2011

le parti intime della gigia

tutto parte dal naso. eh sì: io e il mio naso importante.

oltre a darmi una certa personalità (ahahah, che ridere! cosa non si dice per non dire che ho il naso pisciainbocca), voi sapete benissimo – dopo anni di scassamenti di palle blogghettari – che ho pure il setto nasale deviato.

quindi snarigiamenti sensuali
quindi apnee erotiche
quindi russamenti sexy

il mio comodino è pieno di schifezze per cercare di non soffocare da sdraiata e, per non abusare del vicks, la mia sorellina santa mi ha comprato un gel fitoaromatico da mettere nelle narici. è un balsamo che potrebbe fare rinvenire i morti: eucalipto, rafano, peperoncino, pepe e dinamite

appena lo metto comincio a startunire, poi mi soffio il naso e respiro come una persona normale

ma andiamo alla sostanza del problema

squilla il telefono proprio mentre comincio la sequela di starnuti. ma no problem: sono multitasking

parlo
ascolto
etciù
soffio il naso
bevo la tisana

parlo
ascolto
etciù
soffio il naso
rido

parlo
ascolto
etciù
soffio il naso
vado a fare pipì

parlo
ascolto
etciù
soffio il naso con la carta igienica
USO LO STESSO MUCCHIETTO DI CARTA IGIENICA PER LA PATATA!

AAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!

cosa si prova ad avere propriolì eucalipto, rafano, peperoncino, pepe e dinamite?

concludo così. pensateci.

Pubblicato da: gigiababette | 19 dicembre 2011

I ricordi

Sono spietati

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Pubblicato da: gigiababette | 15 dicembre 2011

Forse sono un zin depressa

Ho magonato schiacciando una noce… Poverina…

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Pubblicato da: gigiababette | 13 dicembre 2011

il mercato a piccoli passi (oppure a s-passo per il mercato)

sottotitolo
una questione di piedi

(mi sa che è più lungo il titolo del post)

1 step
se il piede non è caldo, non si scalda niente

2 step
il piede viene riscaldato da orribili pedule da montagna pelose, indossate sopra a 5 paia di calzettoni

3 step
don si rompe le suddette pedule, durante il primo mercatino. a nulla valgono le imbracature con lo spago nè la colla per bijoux.
a sera, gigia toglie le sue orrende pedule per farla guidare e rientra a casa con i soli calzettoni.
(a lato la documentazione fotografica)

gigia aspetta l’ascensore sperando di non incontrare nessuno

4 step
don compra nuove orrendissime pedule beige
gigia rompe orrende pedule nere: se ne accorge quando sente il piede bagnato, andando dal cliente (ieri)

5 step
gigia compra nuove e orrende pedule nere ma ha imparato una cosa. se dici al tipo della bancarella che fai bancarelle e hai il piede sofferente, ti troverà la scarpa più calda e ti farà lo sconto di 5 euro
(a lato, l’orrenda pedula nera)

mi scuso con chi sperava di trovare una morale o un senso compiuto in questo post

Pubblicato da: gigiababette | 30 novembre 2011

Volere e’ potere

Potendo…

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Pubblicato da: gigiababette | 29 novembre 2011

Considerazioni pre sonnifero

Sto cominciando a pensare che non sia giusto che io consideri “normalità” il mio essere sempre incazzata, stanca e insoddisfatta

Forse c’è un modo per stare meglio o, almeno, per uscire da questo stato di danno d(Anna)ta

Forse dovrei avere almeno la voglia di provarci…

(tra l’altro, porto a letto quello che mi si dice essere il mio egocentrismo ma sottolineo che -se io non ascolto – e’ perché non ci sono parole da ascoltare: silenzi pigri o pure e semplici omissioni)

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Pubblicato da: gigiababette | 24 novembre 2011

ktm

quand’ero giovane, avevo un diario sul quale avevo appiccicato la scritta KTM in grosse lettere rosse

non tanto per la mia passione per la moto, quanto per uno pseudo-aggressivo-adolescenziale “KAZZI TUOI MAI?”

questa stessa scritta, penso, che a giorni apparirà sulla porta dei miei vicini di casa

come qualcuno di voi già sa, la signora ogni volta che mi incontra mi chiede come mai non sono ancora in dolce attesa. dopo averle detto che sono sterile, ho il terrore di ingrassare per sentirmi poi dire “al miracolo! al miracolo!”

il marito che, evidentemente, non è da meno oggi mi becca fuori dall’ascensore e mi fa: “ma lei, non lavora in questo periodo?”

presa alla sprovvista ho risposto con un “sì, lavoro, ma ricevo solo su appuntamento…”

e con un sorriso smagliante, l’ho abbandonato sul pianerottolo.

Pubblicato da: gigiababette | 23 novembre 2011

nel blu dipinto di blu

più che una preghiera

è un abbraccio

una carezza

una culla

 

ZINZINPLINPLINDINDIN

dillo così: veloceveloceveloce

ZINZINPLINPLINDINDIN

 

quando hai freddo, ti viene da piangere, ti senti sola o arriva un brivido nelle spalle

ZINZINPLINPLINDINDIN

 

e dal cielo, matite colorate tingeranno il tuo giorno buio

e il sorriso di un leone graffierà la tua malinconia

 

mai sola, mai. sempre con te, nel tuo sangue e nella pace del tuo (suo) dio che in quella savana tra le nuvole, un posto d’onore, gli ha riservato

 

ZINZINPLINPLINDINDIN

 

lo senti? sorride…

 

Pubblicato da: gigiababette | 23 novembre 2011

ne ho i cassetti pieni

Pubblicato da: gigiababette | 23 novembre 2011

le gigioie in mostra!

grazie ad Almax per i suoi magnifichi manichini e supporti: il servizio fotografico realizzato è stato basilare per la presentazione ufficiale delle gigioie… eccola qui!

tutte le foto delle gigioie, abbigliamento compreso, sono caricate su flickr!

Pubblicato da: gigiababette | 12 novembre 2011

Coitum lunghissimum

Ma chi te la da’ stanotte?
Fatti ‘na seeeeeeeega!

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Pubblicato da: gigiababette | 12 novembre 2011

Godo

Si e’ dimesso.

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Pubblicato da: gigiababette | 8 novembre 2011

il mio bilancio lo farà tremonti

perchè a me… poco importa!

a letto, con la pioggia, sotto le coperte, mi sentivo ancora 15 anni.

e riflettevo da quarantenne: quando si è giovani, ci sono un fracco di cose che potremmo fare ma non sappiamo quali siano. quando “cresciamo”, nella coscienza del poi, sappiamo perfettamente cosa avremmo potuto fare ma – spesso – è tardi per farle!

è una bella fregatura, bisognerebbe beccare quel momento in cui coincidono tempi e senno… ma ci si accorgerà di “quel momento” a 70 anni!

e allora… che dire… caro tremonti… il mio bilancio è positivo perchè mi guardo intorno e vedo che ho vissuto, incontrato e inciampato in persone che mi amano per quello che sono: parolacce, caratteraccio e puzze comprese.

evviva!

(se non mi fossi spiegata bene, era un “grazie di stare con me” a tutti voi)

Pubblicato da: gigiababette | 4 novembre 2011

un censimento tutto da ridere

che ridere!

Pubblicato da: gigiababette | 31 ottobre 2011

del the con gli spiriti


in tanti anni, non è mancato giorno in cui io andassi a casa da mum, la mattina, prima di andare al lavoro, a bere una bella tazza di the

il mio preferito: twinnigs earl grey.

lei con la sua tazza, io con la mia e il cucchiaino della fortuna: the bollente, latte e una saccarina

anche il mio cane Bella era un’abitudinaria: essendo beagle non poteva fare a meno di un zin di the a colazione, versato direttamente ed esclusivamente dalla tazzona di mum

e quante volte le ho detto di non fare la stemegna? cercava di risparmiare su tutto e trovavo nascosta la bustina strizzata che avrebbe riutilizzato per un altro the… “ma dai mum!”

l’altro giorno ho avuto il coraggio di comprare l’earl grey: ho aperto la scatola e sono stata sommersa da questo profumo di bergamotto che mi ricorda casa, caldo e famiglia, con quei vetri appannati dai quali guardare fuori con la fronte appoggiata al fresco e un biscotto che si scioglie nella tazza

magone… figuriamoci… vado a dormire con questo profumo negli occhi, mi sveglio prestopresto ma è troppo per alzarsi e mi riaddormento e sogno…

mi sto avvolgendo i capelli bagnati con un turbante rosa e dico “don, dobbiamo andare a prendere mum all’ospedale e portarla a casa… è là da troppo tempo e non vorrei che pensasse che la sto dimenticando”
esco dal bagno e trovo mia mum che mi guarda e mi dice “ninin, la mamma non può tornare” e mi abbraccia

di quegli abbracci grassi d’amore, con il mio crapino in quell’incavo del collo, fatto appostapposta per gli abbracci di mum

apro gli occhi singhiozzando perchè il distacco dalle braccia è duro e pesante e certo, la mamma non può tornare, con quel dolore lacerante di vuoto eterno

mi alzo, vado in cucina, metto a riscaldare l’acqua, apro l’armadietto e tiro fuori una bustina di the, strizzata, già usata ieri… la mia tazza, il mio cucchiaino della fortuna e ti ritrovo lì, mum, in quel vapore profumato.

Pubblicato da: gigiababette | 29 ottobre 2011

Controsenso?

Comunista e consumista

Commenterò santoro con il mio nuovo iPhone 4s

Eeeeeh….

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Pubblicato da: gigiababette | 23 ottobre 2011

La morte

Di madre, di padre, di cane o di gatto, di zio, di zia, di fiore, di nonna e nonno, diverme o pesce, di amico o sconosciuto
Il desiderio, unanime: che non abbia “capito”.
Nella vita rincorriamo un ordine. nella morte, la confusione.

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Pubblicato da: gigiababette | 23 ottobre 2011

Bonsoir fines

Dopo una giornata di freddo, di imbecilli e di stanchezza, ho mangiato e bevuto meravigliosamente
Ora, ho deliziato le micine con un sonoro rutto: voto 7,5 (un evento: non raggiungo mai il 5)
Perdonatemi, ma il rilassamento pretende la gigiasgrezza! :)

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Pubblicato da: gigiababette | 19 ottobre 2011

visione sbilenca

(scribacchiata con l’ansia alla bocca, una notte, su un catalogo offerte della coop)

io, che guardo sempre “di là”. mai direttamente ma solo sopra, sotto, di sottecchi, a destra o a sinistra.

quell’obiettivo – il mio o di una macchina fotografica – non lo voglio proprio vedere

il mio me, domani, dopo ora, dopo poi… no, non mi va

di lato si sta bene, le lenti non soffrono e la visione è solo laterale

una ferita al cuore, insopportabile, un dolore di lacrime in me che vado, torno, ritorno, ritorto, torto, vengo, sovvengo. io.

dallo stomaco in su, rasmi di malumore e ricordi compressi in pillole di gioie da masticare amaro (amore), senz’acqua, mandandole giù a raschiar la gola, per tenerne viva l’immagine

poi, la solitudine del mio sguardo storto, lontano dall’obiettivo (qualechesia) che mi rende strabica

e qui, aspetto di ricevere la mia “lettera a”. a di ancora, a di addio, a di anna

a di amorte

Pubblicato da: gigiababette | 18 ottobre 2011

non è troppo presto?!

stamattina, arrivo in negozio e mi accingo a sollevare le fetide, pesantissime serrande.

la prima, ok

la seconda, niente. ci riprovo inveendo contro berlusconi perchè – sicuramente – è stato lui a bloccarmela

mentre snocciolo sbuffi e parolacce, mi si avvicina un giovane universitario e mi dice “signora, posso aiutarla?”

avete presente quando nei film di dario argento la bella bambina bionda si volta ed è un mostro ripugnante?

ecco, io. l’ho guardato “con occhi di bragia” e gli ho ringhiato “NO, GRAZIE”

se n’è andato impaurito, giuro

mi sono sentita come quelle vecchine a cui cerco di cedere il posto sull’autobus e loro si offendono

evabbè… alla vigilia dei 40… queste cose non devono succedere… quasi quasi dopo vado dal parrucchiere… ;)

Pubblicato da: gigiababette | 16 ottobre 2011

Mi fanno male gli occhi

Non ho più voglia di vedere

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Pubblicato da: gigiababette | 16 ottobre 2011

Buon appetito

Anziché risparmiare togliendo i buoni pasto da 5 euro agli statali… Non si potrebbe dare un’aggiustatina a questi prezzi?

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Pubblicato da: gigiababette | 14 ottobre 2011

alla vita

Prendila sul serio (la vita)

ma sul serio a tal punto
che a settant’anni pianterai un olivo
non perché resti ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
e la vita peserà di più sulla bilancia.

hikmet

Pubblicato da: gigiababette | 14 ottobre 2011

il peccato del giorno


presunzione: quanto vorrei avere una persona come me, accanto a me

Pubblicato da: gigiababette | 30 settembre 2011

della ciccia, delle costole e dei cretini patentati

l’uscita di ottobre di riza psicosomatica è composta da un manuale utilissimo da tenere in casa sui rimedi naturali e un numero intero dedicato al dimagrimento

erano anni che non compravo riza perchè il direttore, raffaele morelli, non mi è mai piaciuto e ho sempre considerato psicologia spicciola da bar le cose che diceva. come un direttore ti rovina una storica rivista.

leggendo il numero, però, l’ho trovato ricco di consigli e cose interessanti: problemi affrontati da tanti punti di vista differenti.

fino a che non ho letto l’articolo di raffaele morelli: nell’ambito di un pezzo sulla fame nervosa e sulla “scoperta del piacere di avere la bocca vuota” riporto fedelmente:

LA SOLUZIONE
non disturbare la bellezza che è già dentro di te

MASTICARE ROVINA LA TUA IMMAGINE
prova questo semplice esercizio: indossa davanti allo specchio il tuo vestito più bello… nessuna donna penserebbe mai di masticare qualcosa mentre indossa proprio il suo vestito più bello e sta uscendo per una serata. per tenere lontano questo gesto ripetitivo è sufficiente immaginare quanto il masticare disturbi la bellezza della nostra immagine

la foto riportata nell’articolo, mostra una ragazza sorridente davanti allo specchio che si appoggia addosso un vestito elegante. Didascalia: “ALLO SPECCHIO PER SMETTERE: indossa il vestito elegante (…) poi prova a masticare qualcosa e subito ti bloccherai perchè il gesto “guasta” l’armonia del tuo aspetto.

allora, mio caro morelli, sino a che io – che mi ritengo una persona abbastanza normale – compro il numero speciale sul dimagrimento e leggo queste sue parole, posso anche interpretarle nel modo giusto, quasi come buona educazione e cioè: se sei nervosa è inutile che mangi la cicca perchè stai male e non risolvi niente

ma immagino che tante ragazze con problemi alimentari lo abbiano letto e, allora, non crede che sia veramente pericoloso sparare cazzate del genere senza specificare meglio a cosa si riferisce?

la bocca sarà bella anche vuota, ma certe bocche sarebbe meglio riempirle di cibo per evitare di far fuoriuscire parole a vanvera

Pubblicato da: gigiababette | 28 settembre 2011

sono una persona deviata

non c’è bisogno di stare a sottolinearlo migliaia di volte… lo so, lo so…

ho un modo di pensare tutto rivolto verso il grottesco, il fumettoso, il “sadico”

ma non è colpa mia… no: è colpa della comicità di sandra e raimondo… sìsì… è colpa loro se in questo spot io mi aspetto che, da un momento all’altro, lui la faccia “volare in aria”… mah, chissà! forse è proprio l’obiettivo dell’air france, no?

ma ve li ricordate?

Pubblicato da: gigiababette | 27 settembre 2011

oltre le tette, il marcio

cena in locale tiroso, a milano, nella settimana della moda.

vetrina falsa e patinata di quella milano che a furia di bere è diventata alcolizzata.

abbandono un brasatino preparato nel pomeriggio per strizzarmi in un serioso tailleur nero, scarpe nere, gigioia nera

entro in questo locale e mi aggiro tra stangone fighissime giovanissime magrissime slavatissime.
si siedono e cenano (ma poi vomitano tornate a casa?) con signori che – in piedi – possono parlare direttamente con il loro ombelico. ma è meglio così perchè la loro bava scivola sui piedi di queste giovani donne, piedini incastrati in stretti sandali dorati come gabbie di uccellino.

di fronte a me, tavolone vip: io riconosco solo ivana tramp, la marini, gigi d’alessio e emilio fede. mi parlano anche della zardo, natalia bush e beppe convertini, qualche calciatore e boh.

mi viene la nausea, quasi mi cade il carciofo alla giudea dalla bocca

assisto, schifata, alla genuflessione di persone “normali” al cospetto di bocche canotto, tette di salvataggio, zigomi da competizione, tutte uguali. non noto differenza tra la zardo, la marini e un clown truccato male

se guardo bene, come in un film di dario argento, vedo solo dei mostri con la pelle molle e flaccida, nascosta ai lati delle tette, pelle che indica l’età, pelle che è stata toccata da troppe mani che ne hanno lasciato il segno acido, pelle corrotta che rispecchia la decadenza morale di un’italietta da canale 5 e spot pubblicitari

baci, champagne, due spaghi con l’astice, la mutanda che ti entra nel culo e la sposti senza farti vedere, gioielli, sorrisi, denti finti, vestiti strech, tv e paparazzi tutto alla corte del dio denaro

donne alla mercè (infatti di merce si tratta comunque) del potere del cretino del quartierino, dai tentacoli lustri di saliva e di un emilio fede dal ventre enorme, giallo di malattia, con occhi sporgenti e la lingua che si muove squallida su labbra asciutte. è una vecchia tartaruga arrapata ma – mi chiedo – quante ragazzette si sono beccate l’epatite per fare le meteorine?

continuo a guardare disgustata e vedo il marcio sotto la plastica e mi dico che quello spettacolo indecente è quello che tante mamme auspicano per le loro figlie. non è solo “colpa” del Cavaliere di turno che vuole fare girare la patata:  se l’ignoranza non regnasse imperante, se non si crescesse leggendo novella3ooo, se non fosse vero che si guadagna di più scopando qualche riccone per una sera piuttosto che lavorare un mese… beh, forse le cose sarebbero diverse e non ci sarebbero questi surrogati di donne

è come se avessi assistito a un “aperitivo” di una cena di arcore. e penso che certi uomini rappresentano il mio paese e certe donne, non sono donne ma pezzi di carne

torno, mi metto un magliettone rosso enorme, le birckenstock e mi mangio gorgonzola e crecker bevendo una birra, sul divano

mi chiudo in casa, stasera. ma, ragazzi, dobbiamo far cambiare le cose

Pubblicato da: gigiababette | 20 settembre 2011

il vocabolario della patonza

tratto dall’articolo di Francesco Merlo – La Repubblica

IN QUESTA fogna di parole «le bimbe» non sono più i pargoli di Gesù ma le ninfette.

E Berlusconi non dice mai «donna», preferisce « patonza» che è il volgare banale e, vedrete, diventerà linguaggio d’ epoca «la patonza deve girare», una frase abbagliante come un fulmine che illumina benissimo l’ estetica e l’ etica del berlusconismo e perciò gli sopravviverà. Un po’ come “la Corazzata Potemkin è una boiata pazzesca”, “Milano da bere” e “mani pulite”.

BERLUSCONI infatti è il più trito turpiloquente di questa Italia con la patta sbottonata, non è D’ Annunzio né Bukowski che cercava “la macchina da fottere”. E non c’ è mai nel suo lessico da pelo che so?, una gazzella, un airone, un’ aquila, solo «gnocca» , «due bambine piccole», «fica», e ovviamente «troia» che però è la femminamerce che gli resiste, non importa se perché non le piace o perché vuole «prima vedere cammello».

Insomma, ci sono tutti i consunti riflessi condizionati del pensionato dalla vita, quello che insegue le donne ma non si ricorda perché. E a forza di bugie diventa sincero. «Erano in undici e me ne sono fatte solo otto» è, per esempio, la diminutio che certifica l’ esagerazione, l’ iperbole da barzelletta che svela il contrario di quel che declama.

Entrambi, Berlusconi e Tarantini, sanno – ma non se ne curano – che quella menzogna rende trasparente l’ impotenza, il bisogno di mangiare con avidità senza mai potersi saziare.

«Avevo la fila fuori dalla porta» dice, come i seduttori flosci di Brancati che facevano ‘ catenaccio’ nei bordelli e poi praticavano il gigantismo del sesso parlato. Berlusconi chiede «un caravan» di puttane, millanta prestazioni a mitraglia dicendo «non potevo fare di più, a certe cose non si può arrivare». Sembra davvero il romanzo postumo di Brancati sul sesso rianimato: «Stamattina mi sento bene, sono contento della mia resistenza». Di sicuro è un tossico dipendente dinanzi al quale persino Tarantini, il pusher, sembra un ingenuo calvinista. Quella libidine sfrenata è troppo anche per lui.

(…)

E bisogna dire che in questa commedia consapevole Berlusconi è disperatamente solo. Esibisce una lascivia arcaica fatta apposta per essere truffata da Tarantini e da tutte le ragazze della sua scuderia che tra loro gli danno del «vecchio rincoglionito». E si preoccupano solo del compenso: «Chi mi da i soldi, tu o lui?».

Chissà come devono sentirsi, leggendo queste trascrizioni, quelli che a Berlusconi hanno voluto davvero bene, e chissà la vergogna di quel suo mondo fatto di mamma Rosa e di ben 4 zie suore.

Il laico musulmano Erdogan non lo ritiene all’ altezza della moralità dell’ Islam, e invece la Chiesa romana, cattolica e politicante, non si imbarazza per quella frasesintesi «la patonza deve girare» che segna il legame ambientale di Berlusconi con questo tempo storico, lo arreda, sostituisce l’ osceno al tragico della politica e della vita.

Tutta la patonza di cui si informa – «e l’ altra, com’ è l’ altra?» – è il tesoretto di questa comitiva di governo, piccioli e spiccioli della cassa comune dei copulanti associati: «Poi ce le prestiamo». E ognuno ha il suo ‘ parco patonze‘ . «Posso portare anch’ io le mie?» chiede Berlusconi al suo pappone di professione: non può rischiare di mostrarsi sprovvisto di una materia anatomica di cui è conoscitore, amante e possessore e si riserva la botta da maestro: «Voglio che tu abbia le tue, se no mi sento in debito».

E c’ è tutto l’ immaginario di un ‘ papi’ , altra parola d’ epoca, che è al tempo stesso Gozzano e Sade, la tenerezza e la pedofilia, nelle «ballerine» che pretende indossate «senza calze», nella richiesta di «gonne corte» e nel vestitino aderente e nero. «Mi metto un tubino nero corto e non troppo scollato?» chiede la merce a Tarantini. La risposta è «mettitelo scollato» perché il ricottaro conosce l’ urgenza della bava e della sporcificazione «delle fanciulle offerte al drago» come anticipò all’ Italia la dolente signora Veronica.

E tocca il fondo del degrado lessicale quando dice «ieri sera mi sentivo carico perciò ho telefonato …»e «mi sono scaricato». Qui la vanità passa dal pavone al caprone, il carnevale esagerato diventa frasario da voltastomaco: da Brancati si scende ai sottoproletari di Verdone, ai graffiti sui muri dei gabinetti delle stazioni: «Vieni senza mutande».

E c’ è sempre, in ogni pensiero e in ogni momento, l’ ossessione della vecchiaia. «Sono vecchietto» dice di sé. E la merce che compie 29 anni «sta diventando vecchietta». E sono «vecchietti» anche Carlo Rossella e Fabrizio Del Noce, che Berlusconi convoca ed esibisce nel serraglio perché le ragazze si sentano «di fronte a due uomini che possono decidere del loro destino». A Tarantini dice: «L’ unico ragazzo sei tu, gli altri siamo vecchietti, ma con molto potere» che è il surrogato della virilità e della giovinezza.

E la vecchiaia qui non è più l’ età della saggezza, della cautela e del sorriso ma la sfida invasata all’ anagrafe, più torello di quand’ era ragazzo: «Ce ne sono quaranta», «non se ne vanno neanche con le cannonate», «sono stato eletto playboy dell’ anno», è un millantare da ex goliarda logorato, un armamentario da soldato di leva di sessant’ anni fa, un impossibile ritorno da ricco ai suoi venti anni scoperecci ma poveri, un eccesso così eccessivo che la verità, a furia di menzogne, viene di nuovo fuori in un dettaglio autentico: non se ne vanno perché «il prezzo è buono e il vitto pure».

Ma non si può ringiovanire a pagamento. Come gli studenti fuori corso che truccano il libretto universitario e raccontano a casa finti esami e finte lauree, Berlusconi non è per nulla interessato alla Merkel, al Papa, ad Obama, e al vero Sarkozy preferisce l’ imitatore del Bagaglino: «Faccio il premier a tempo perso» è un’ altra verità inconsapevole resa evidente dall’ abuso di bugie, come «la patonza deve girare», come quel carico e scarico sull’ indistinta carne che non è un prolungamento, un seguito, un ritorno alla polluzione adolescenziale ma è l’ incontinenza della vecchiaia malvissuta, quel ritrovarsi i calzoni maculati di gocce e di chiazze, poche e sparse. 

Pubblicato da: gigiababette | 8 settembre 2011

Ma no

Troppo difficile
Troppo complessa
Troppo ingrata
Troppo stupida
Troppo nera
Troppo dolore
Troppo inutile
Troppo amara
Troppo avara
Troppo faticosa
Troppo ingiusta
Troppo
Troppo
Troppo
Troppo stanca
Non riesco a capire a cosa serva la vita

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Pubblicato da: gigiababette | 1 settembre 2011

Stagioni

Ma, sinceramente, ha senso mettersi a dieta ora che mancano 3 giorni a natale?!
P. S.: se lo faccio, prima mi dedico il famoso bagno nella vasca piena di pesche e vino rosso…

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Pubblicato da: gigiababette | 30 agosto 2011

Dato di fatto

Ho il cervello troppo piccolo per tutti i pensieri che ci devo riporre

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