Pubblicato da: gigiababette | 23 ottobre 2011

Bonsoir fines

Dopo una giornata di freddo, di imbecilli e di stanchezza, ho mangiato e bevuto meravigliosamente
Ora, ho deliziato le micine con un sonoro rutto: voto 7,5 (un evento: non raggiungo mai il 5)
Perdonatemi, ma il rilassamento pretende la gigiasgrezza! :)

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Pubblicato da: gigiababette | 19 ottobre 2011

visione sbilenca

(scribacchiata con l’ansia alla bocca, una notte, su un catalogo offerte della coop)

io, che guardo sempre “di là”. mai direttamente ma solo sopra, sotto, di sottecchi, a destra o a sinistra.

quell’obiettivo – il mio o di una macchina fotografica – non lo voglio proprio vedere

il mio me, domani, dopo ora, dopo poi… no, non mi va

di lato si sta bene, le lenti non soffrono e la visione è solo laterale

una ferita al cuore, insopportabile, un dolore di lacrime in me che vado, torno, ritorno, ritorto, torto, vengo, sovvengo. io.

dallo stomaco in su, rasmi di malumore e ricordi compressi in pillole di gioie da masticare amaro (amore), senz’acqua, mandandole giù a raschiar la gola, per tenerne viva l’immagine

poi, la solitudine del mio sguardo storto, lontano dall’obiettivo (qualechesia) che mi rende strabica

e qui, aspetto di ricevere la mia “lettera a”. a di ancora, a di addio, a di anna

a di amorte

Pubblicato da: gigiababette | 18 ottobre 2011

non è troppo presto?!

stamattina, arrivo in negozio e mi accingo a sollevare le fetide, pesantissime serrande.

la prima, ok

la seconda, niente. ci riprovo inveendo contro berlusconi perchè – sicuramente – è stato lui a bloccarmela

mentre snocciolo sbuffi e parolacce, mi si avvicina un giovane universitario e mi dice “signora, posso aiutarla?”

avete presente quando nei film di dario argento la bella bambina bionda si volta ed è un mostro ripugnante?

ecco, io. l’ho guardato “con occhi di bragia” e gli ho ringhiato “NO, GRAZIE”

se n’è andato impaurito, giuro

mi sono sentita come quelle vecchine a cui cerco di cedere il posto sull’autobus e loro si offendono

evabbè… alla vigilia dei 40… queste cose non devono succedere… quasi quasi dopo vado dal parrucchiere… ;)

Pubblicato da: gigiababette | 16 ottobre 2011

Mi fanno male gli occhi

Non ho più voglia di vedere

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Pubblicato da: gigiababette | 16 ottobre 2011

Buon appetito

Anziché risparmiare togliendo i buoni pasto da 5 euro agli statali… Non si potrebbe dare un’aggiustatina a questi prezzi?

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Pubblicato da: gigiababette | 14 ottobre 2011

alla vita

Prendila sul serio (la vita)

ma sul serio a tal punto
che a settant’anni pianterai un olivo
non perché resti ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
e la vita peserà di più sulla bilancia.

hikmet

Pubblicato da: gigiababette | 14 ottobre 2011

il peccato del giorno


presunzione: quanto vorrei avere una persona come me, accanto a me

Pubblicato da: gigiababette | 30 settembre 2011

della ciccia, delle costole e dei cretini patentati

l’uscita di ottobre di riza psicosomatica è composta da un manuale utilissimo da tenere in casa sui rimedi naturali e un numero intero dedicato al dimagrimento

erano anni che non compravo riza perchè il direttore, raffaele morelli, non mi è mai piaciuto e ho sempre considerato psicologia spicciola da bar le cose che diceva. come un direttore ti rovina una storica rivista.

leggendo il numero, però, l’ho trovato ricco di consigli e cose interessanti: problemi affrontati da tanti punti di vista differenti.

fino a che non ho letto l’articolo di raffaele morelli: nell’ambito di un pezzo sulla fame nervosa e sulla “scoperta del piacere di avere la bocca vuota” riporto fedelmente:

LA SOLUZIONE
non disturbare la bellezza che è già dentro di te

MASTICARE ROVINA LA TUA IMMAGINE
prova questo semplice esercizio: indossa davanti allo specchio il tuo vestito più bello… nessuna donna penserebbe mai di masticare qualcosa mentre indossa proprio il suo vestito più bello e sta uscendo per una serata. per tenere lontano questo gesto ripetitivo è sufficiente immaginare quanto il masticare disturbi la bellezza della nostra immagine

la foto riportata nell’articolo, mostra una ragazza sorridente davanti allo specchio che si appoggia addosso un vestito elegante. Didascalia: “ALLO SPECCHIO PER SMETTERE: indossa il vestito elegante (…) poi prova a masticare qualcosa e subito ti bloccherai perchè il gesto “guasta” l’armonia del tuo aspetto.

allora, mio caro morelli, sino a che io – che mi ritengo una persona abbastanza normale – compro il numero speciale sul dimagrimento e leggo queste sue parole, posso anche interpretarle nel modo giusto, quasi come buona educazione e cioè: se sei nervosa è inutile che mangi la cicca perchè stai male e non risolvi niente

ma immagino che tante ragazze con problemi alimentari lo abbiano letto e, allora, non crede che sia veramente pericoloso sparare cazzate del genere senza specificare meglio a cosa si riferisce?

la bocca sarà bella anche vuota, ma certe bocche sarebbe meglio riempirle di cibo per evitare di far fuoriuscire parole a vanvera

Pubblicato da: gigiababette | 28 settembre 2011

sono una persona deviata

non c’è bisogno di stare a sottolinearlo migliaia di volte… lo so, lo so…

ho un modo di pensare tutto rivolto verso il grottesco, il fumettoso, il “sadico”

ma non è colpa mia… no: è colpa della comicità di sandra e raimondo… sìsì… è colpa loro se in questo spot io mi aspetto che, da un momento all’altro, lui la faccia “volare in aria”… mah, chissà! forse è proprio l’obiettivo dell’air france, no?

ma ve li ricordate?

Pubblicato da: gigiababette | 27 settembre 2011

oltre le tette, il marcio

cena in locale tiroso, a milano, nella settimana della moda.

vetrina falsa e patinata di quella milano che a furia di bere è diventata alcolizzata.

abbandono un brasatino preparato nel pomeriggio per strizzarmi in un serioso tailleur nero, scarpe nere, gigioia nera

entro in questo locale e mi aggiro tra stangone fighissime giovanissime magrissime slavatissime.
si siedono e cenano (ma poi vomitano tornate a casa?) con signori che – in piedi – possono parlare direttamente con il loro ombelico. ma è meglio così perchè la loro bava scivola sui piedi di queste giovani donne, piedini incastrati in stretti sandali dorati come gabbie di uccellino.

di fronte a me, tavolone vip: io riconosco solo ivana tramp, la marini, gigi d’alessio e emilio fede. mi parlano anche della zardo, natalia bush e beppe convertini, qualche calciatore e boh.

mi viene la nausea, quasi mi cade il carciofo alla giudea dalla bocca

assisto, schifata, alla genuflessione di persone “normali” al cospetto di bocche canotto, tette di salvataggio, zigomi da competizione, tutte uguali. non noto differenza tra la zardo, la marini e un clown truccato male

se guardo bene, come in un film di dario argento, vedo solo dei mostri con la pelle molle e flaccida, nascosta ai lati delle tette, pelle che indica l’età, pelle che è stata toccata da troppe mani che ne hanno lasciato il segno acido, pelle corrotta che rispecchia la decadenza morale di un’italietta da canale 5 e spot pubblicitari

baci, champagne, due spaghi con l’astice, la mutanda che ti entra nel culo e la sposti senza farti vedere, gioielli, sorrisi, denti finti, vestiti strech, tv e paparazzi tutto alla corte del dio denaro

donne alla mercè (infatti di merce si tratta comunque) del potere del cretino del quartierino, dai tentacoli lustri di saliva e di un emilio fede dal ventre enorme, giallo di malattia, con occhi sporgenti e la lingua che si muove squallida su labbra asciutte. è una vecchia tartaruga arrapata ma – mi chiedo – quante ragazzette si sono beccate l’epatite per fare le meteorine?

continuo a guardare disgustata e vedo il marcio sotto la plastica e mi dico che quello spettacolo indecente è quello che tante mamme auspicano per le loro figlie. non è solo “colpa” del Cavaliere di turno che vuole fare girare la patata:  se l’ignoranza non regnasse imperante, se non si crescesse leggendo novella3ooo, se non fosse vero che si guadagna di più scopando qualche riccone per una sera piuttosto che lavorare un mese… beh, forse le cose sarebbero diverse e non ci sarebbero questi surrogati di donne

è come se avessi assistito a un “aperitivo” di una cena di arcore. e penso che certi uomini rappresentano il mio paese e certe donne, non sono donne ma pezzi di carne

torno, mi metto un magliettone rosso enorme, le birckenstock e mi mangio gorgonzola e crecker bevendo una birra, sul divano

mi chiudo in casa, stasera. ma, ragazzi, dobbiamo far cambiare le cose

Pubblicato da: gigiababette | 20 settembre 2011

il vocabolario della patonza

tratto dall’articolo di Francesco Merlo – La Repubblica

IN QUESTA fogna di parole «le bimbe» non sono più i pargoli di Gesù ma le ninfette.

E Berlusconi non dice mai «donna», preferisce « patonza» che è il volgare banale e, vedrete, diventerà linguaggio d’ epoca «la patonza deve girare», una frase abbagliante come un fulmine che illumina benissimo l’ estetica e l’ etica del berlusconismo e perciò gli sopravviverà. Un po’ come “la Corazzata Potemkin è una boiata pazzesca”, “Milano da bere” e “mani pulite”.

BERLUSCONI infatti è il più trito turpiloquente di questa Italia con la patta sbottonata, non è D’ Annunzio né Bukowski che cercava “la macchina da fottere”. E non c’ è mai nel suo lessico da pelo che so?, una gazzella, un airone, un’ aquila, solo «gnocca» , «due bambine piccole», «fica», e ovviamente «troia» che però è la femminamerce che gli resiste, non importa se perché non le piace o perché vuole «prima vedere cammello».

Insomma, ci sono tutti i consunti riflessi condizionati del pensionato dalla vita, quello che insegue le donne ma non si ricorda perché. E a forza di bugie diventa sincero. «Erano in undici e me ne sono fatte solo otto» è, per esempio, la diminutio che certifica l’ esagerazione, l’ iperbole da barzelletta che svela il contrario di quel che declama.

Entrambi, Berlusconi e Tarantini, sanno – ma non se ne curano – che quella menzogna rende trasparente l’ impotenza, il bisogno di mangiare con avidità senza mai potersi saziare.

«Avevo la fila fuori dalla porta» dice, come i seduttori flosci di Brancati che facevano ‘ catenaccio’ nei bordelli e poi praticavano il gigantismo del sesso parlato. Berlusconi chiede «un caravan» di puttane, millanta prestazioni a mitraglia dicendo «non potevo fare di più, a certe cose non si può arrivare». Sembra davvero il romanzo postumo di Brancati sul sesso rianimato: «Stamattina mi sento bene, sono contento della mia resistenza». Di sicuro è un tossico dipendente dinanzi al quale persino Tarantini, il pusher, sembra un ingenuo calvinista. Quella libidine sfrenata è troppo anche per lui.

(…)

E bisogna dire che in questa commedia consapevole Berlusconi è disperatamente solo. Esibisce una lascivia arcaica fatta apposta per essere truffata da Tarantini e da tutte le ragazze della sua scuderia che tra loro gli danno del «vecchio rincoglionito». E si preoccupano solo del compenso: «Chi mi da i soldi, tu o lui?».

Chissà come devono sentirsi, leggendo queste trascrizioni, quelli che a Berlusconi hanno voluto davvero bene, e chissà la vergogna di quel suo mondo fatto di mamma Rosa e di ben 4 zie suore.

Il laico musulmano Erdogan non lo ritiene all’ altezza della moralità dell’ Islam, e invece la Chiesa romana, cattolica e politicante, non si imbarazza per quella frasesintesi «la patonza deve girare» che segna il legame ambientale di Berlusconi con questo tempo storico, lo arreda, sostituisce l’ osceno al tragico della politica e della vita.

Tutta la patonza di cui si informa – «e l’ altra, com’ è l’ altra?» – è il tesoretto di questa comitiva di governo, piccioli e spiccioli della cassa comune dei copulanti associati: «Poi ce le prestiamo». E ognuno ha il suo ‘ parco patonze‘ . «Posso portare anch’ io le mie?» chiede Berlusconi al suo pappone di professione: non può rischiare di mostrarsi sprovvisto di una materia anatomica di cui è conoscitore, amante e possessore e si riserva la botta da maestro: «Voglio che tu abbia le tue, se no mi sento in debito».

E c’ è tutto l’ immaginario di un ‘ papi’ , altra parola d’ epoca, che è al tempo stesso Gozzano e Sade, la tenerezza e la pedofilia, nelle «ballerine» che pretende indossate «senza calze», nella richiesta di «gonne corte» e nel vestitino aderente e nero. «Mi metto un tubino nero corto e non troppo scollato?» chiede la merce a Tarantini. La risposta è «mettitelo scollato» perché il ricottaro conosce l’ urgenza della bava e della sporcificazione «delle fanciulle offerte al drago» come anticipò all’ Italia la dolente signora Veronica.

E tocca il fondo del degrado lessicale quando dice «ieri sera mi sentivo carico perciò ho telefonato …»e «mi sono scaricato». Qui la vanità passa dal pavone al caprone, il carnevale esagerato diventa frasario da voltastomaco: da Brancati si scende ai sottoproletari di Verdone, ai graffiti sui muri dei gabinetti delle stazioni: «Vieni senza mutande».

E c’ è sempre, in ogni pensiero e in ogni momento, l’ ossessione della vecchiaia. «Sono vecchietto» dice di sé. E la merce che compie 29 anni «sta diventando vecchietta». E sono «vecchietti» anche Carlo Rossella e Fabrizio Del Noce, che Berlusconi convoca ed esibisce nel serraglio perché le ragazze si sentano «di fronte a due uomini che possono decidere del loro destino». A Tarantini dice: «L’ unico ragazzo sei tu, gli altri siamo vecchietti, ma con molto potere» che è il surrogato della virilità e della giovinezza.

E la vecchiaia qui non è più l’ età della saggezza, della cautela e del sorriso ma la sfida invasata all’ anagrafe, più torello di quand’ era ragazzo: «Ce ne sono quaranta», «non se ne vanno neanche con le cannonate», «sono stato eletto playboy dell’ anno», è un millantare da ex goliarda logorato, un armamentario da soldato di leva di sessant’ anni fa, un impossibile ritorno da ricco ai suoi venti anni scoperecci ma poveri, un eccesso così eccessivo che la verità, a furia di menzogne, viene di nuovo fuori in un dettaglio autentico: non se ne vanno perché «il prezzo è buono e il vitto pure».

Ma non si può ringiovanire a pagamento. Come gli studenti fuori corso che truccano il libretto universitario e raccontano a casa finti esami e finte lauree, Berlusconi non è per nulla interessato alla Merkel, al Papa, ad Obama, e al vero Sarkozy preferisce l’ imitatore del Bagaglino: «Faccio il premier a tempo perso» è un’ altra verità inconsapevole resa evidente dall’ abuso di bugie, come «la patonza deve girare», come quel carico e scarico sull’ indistinta carne che non è un prolungamento, un seguito, un ritorno alla polluzione adolescenziale ma è l’ incontinenza della vecchiaia malvissuta, quel ritrovarsi i calzoni maculati di gocce e di chiazze, poche e sparse. 

Pubblicato da: gigiababette | 8 settembre 2011

Ma no

Troppo difficile
Troppo complessa
Troppo ingrata
Troppo stupida
Troppo nera
Troppo dolore
Troppo inutile
Troppo amara
Troppo avara
Troppo faticosa
Troppo ingiusta
Troppo
Troppo
Troppo
Troppo stanca
Non riesco a capire a cosa serva la vita

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Pubblicato da: gigiababette | 1 settembre 2011

Stagioni

Ma, sinceramente, ha senso mettersi a dieta ora che mancano 3 giorni a natale?!
P. S.: se lo faccio, prima mi dedico il famoso bagno nella vasca piena di pesche e vino rosso…

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Pubblicato da: gigiababette | 30 agosto 2011

Dato di fatto

Ho il cervello troppo piccolo per tutti i pensieri che ci devo riporre

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Pubblicato da: gigiababette | 26 agosto 2011

gigiatruzz

tamarra tamarra, gigia tamarra, salta sul letto e si agita, presa dal ballo di san vito, truzza come quando aveva diciotto anni e scuoteva chiappette e capelli sul bancone della disco… minigonna, stivaloni, mani in aria, faccia arrogante

questa canzone mi prende mica male… e io sento ancora tutti gli ormoni scatenati

ecco… mi è venuta la febbre…

Girl my body don’t lie
I’m outta my mind
Let it rain over me
I’m rising so high
Out of my mind
So let it rain over me

Ay ay ay
Let it rain over me
Ay ay ay
Let it rain over me

[Pitbull]
A billion’s a new million
Voli’s a new vodka
Forty is the new 30
Baby you’re a rockstar
Dale veterana, que tu sabe
Mas de la cuenta, no te hagas
Teach me baby, or better yet,
Freak me baby, yes, yes
I’m freaky baby, I’mma make sure that your peach feels peachy baby
No bullshit rods, I like my women sexy classy sassy
Powerful yes, they love to get the middle, nasty ow
This ain’t a game you’ll see, you can put the blame on me
Dale munequita ahora ahi, and let it rain over me

[Marc Anthony]
Girl my body don’t lie
I’m outta my mind
Let it rain over me
I’m rising so high
Out of my mind
So let it rain over me

Ay ay ay
Let it rain over me
Ay ay ay
Let it rain over me

[Pitbull]
A billion’s a new million
Voli’s a new vodka
Latin is the new majority, ya tu sabe
Next step la casa blanca
No hay carro, no vamos en balsa
Mami you know the drill, they won’t know what I got ’til they read the will
I ain’t try, I ain’t trying to keep it real
I’m trying to keep wealthy that’s for real
Pero mira que tu estas buena, y mira que tu estas dura
Baby no me hables mas, y tiramelo mami chula
No games you’ll see, you can put the blame on me
Dale munequita ahora ahi, and let it rain over me

[Marc Anthony]
Girl my body don’t lie
I’m outta my mind
Let it rain over me
I’m rising so high
Out of my mind
So let it rain over me

Ay ay ay
Let it rain over me
Ay ay ay
Let it rain over me

[Bridge]
Mr. Worldwide, Marc Anthony, tu sabe
I was playing with her, she was playing with me
Next thing you know, we were playing with three
Oh oh oh oh oh oh
I was playing with her, she was playing with me
Next thing you know, we were playing with three
Oh oh oh oh oh oh
Rain over me

[Marc Anthony]
Girl my body don’t lie
I’m outta my mind
Let it rain over me
I’m rising so high
Out of my mind
So let it rain over me

Ay ay ay
Let it rain over me
Ay ay ay
Let it rain over me

Pubblicato da: gigiababette | 24 agosto 2011

Ho rischiato di morire

Mai, dico, MAI fidarsi di un salentino che vi consiglia sugli utilizzi “innocui” del peperoncino…

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Pubblicato da: gigiababette | 13 agosto 2011

Oh tu

Vecchino con bermuda… Cosa cerchi nella MIA parte di spiaggia?

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Pubblicato da: gigiababette | 12 agosto 2011

Gigia da guardia

Sto prendendo l’aperitivo da sola: 3 uomini mi hanno appena servito un calice di bianco ghiacciato co 1354 stuzzichini.
Sorseggio pigramente osservando il viavai.
Vedo un ragazzino carino che mi guarda. Osignur.
Ancora. Osignur.
Si avvicina. Osignur!!!
Mi punta. Osignur!!!!
Mi sorride e… “signora, mi guarda la bicicletta per favore?”
Ah, ecco! :)

Pubblicato da: gigiababette | 11 agosto 2011

Il bambino più bello della spiaggia

Ha 20 anni, alto due metri, spalle da nuotatore, un vitino da vespa e gambe drittedritte.
Accetto foto x altre candidature

Pubblicato da: gigiababette | 10 agosto 2011

Botta blue

Sento voci di bambini che giocano a carte con un adulto.
Mi riportano in spiaggia da un celestiale sogno fatto a bocca aperta, con rivoli di saliva annesso.
Alzo la testa per individuare la fonte del chiacchiericcio. Sulla MIA sdraio, si sono seduti il mio vicino, una bimba ricciolina e… La vampira.
E’ talmente tanta la sorpresa che cado dalla sdraio. La piccola ride, con quel visino bianco, gli occhi rossi e i denti acuminati.
Mi faccio male a una mano, lei sente l’odore del sangue…
Si vede la botta blu?

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Pubblicato da: gigiababette | 9 agosto 2011

Solo noi

Io e lui. Lui e io. In questa spiaggia assolata di agosto: solo noi. Io e il vecchietto con i bermuda beige.
Ci contendiamo conchiglie. Senza esclusione di colpi: procediamo camminando dai punti estremi della spiaggia e ci incrociamo a meta’…
Ed e’ li’ che si consuma la tragedia: io controsole, lui no. Vediamo contemporaneamente qualcosa di rosa, ricco bottino.
Lui si ferma, io no. Quasi mi lancio sulla battigia, già immaginando una collana preziosa.
Lui sogghigna… Perché?
Affondo le mani nella sabbia e mi approprio Dell agognato tesoro.
Lui mi volta le spalle e, noto, si muovono dal ridere.
Apro il pugno.
Tra la sabbia trovo, indubbiamente, una big Babol masticata.

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Pubblicato da: gigiababette | 7 agosto 2011

Trattengo parole d’amore con le mani perché temo questo vento me le porti via

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Pubblicato da: gigiababette | 5 agosto 2011

Ancora sulla cattiveria

Facendo un cazzo in spiaggia, mi ritrovo a pensare a quante persone ci siano al mondo di cui sicuramente potremmo fare a meno.
La nostra esistenza e’ costellata da persone che non fanno altro che arrecarci danno, dal più semplice disagio in poi.
La loro utilità potrebbe tranquillamente essere relegata a leccafrancobolli, apriporta, ventilatoreumano.
Ho in mente una persona cui affidare un incarico delicatissimo: il concime.

Pubblicato da: gigiababette | 28 luglio 2011

post numero due: persone brutte al mercato (sempre io)

il lato positivo del farsi amare a sproposito, è quello che si risulta simpatici alla gente! e quindi… evviva! in giro per la lombardia a vendere il succo della creatività

i mercatini sono andati abbastanza bene: ci si stanca da morire ma il divertimento (e la soddisfazione) sono veramente tanti: si conoscono persone nuove, realtà diverse e si parla con un sacco di gente. in più, con il mio genere di lavoro abituale (vendere aria fritta), mi risulta estremamente gratificante creare qualcosa con le mie manine, venderla e avere in cambio – subito – soldi.

aaaaah… perchè non ci ho pensato prima?

così, ora… l’idea geniale di don: ecco a voi “le gigioie”… ovvero “le gioie preziose della gigia”… le mie collane direttamente sul web…

www.legigioie.wordpress.com

ho messo un po’ di foto… fatemi sapere cosa ne pensate!

non porterà a niente? poco importa. “le gigioie” mi danno gioia!

 

 

Pubblicato da: gigiababette | 28 luglio 2011

post numero uno: persone brutte in giro (io)

sono una donna fortunata. perchè sono molto amata.

ma sono anche una donna profondamente tormentata. perchè non c’è assoluto motivo per amarmi così tanto.

giuro, non sto cercando complimenti. sono perfettamente convinta di quello che penso: io sono una persona brutta.

dalla “mia” c’è il fatto che sono molto affidabile. quello sì. si può sempre contare su di me, ma il resto dell’amore che mi circonda è decisamente mal riposto e non so in che altro modo dirlo e farlo capire.

ho tanta pazienza ma i pensieri cattivi stanno cominciando ad avere il sopravvento, tratto male le persone, ritengo scontate certe cose che in realtà non dovrebbero esserlo, mi faccio – spesso, non sempre – i cazzi miei, quando comincio a starnutire, ne faccio quasi 10. e questo non è umanamente sopportabile.

questo mi porta ad avere un sacco di sensi di colpa… io, proprio io, che non ne ho mai avuti in tutta la mia vita, quasi “in mezzo al cammin” mi ritrovo a vederli germogliare e proliferare come l’edera su di un muro.

inarrestabile.

 

Pubblicato da: gigiababette | 27 luglio 2011

Riflessioni delle diecietrenta

Le donne stupide mi fanno incazzare ancora di più degli uomini stupidi.
Perché, geneticamente, non lo sono…

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Pubblicato da: gigiababette | 22 luglio 2011

speriamo non si rompa

ecco, cos’ho fatto. ho preso i miei sentimenti, la mia coscienza, la mia “pancia”, ne ho fatto un bel distillato di succhi gastrici e l’ho messo in una bottiglia ben chiusa.

et voilà

così, io, la “io-io”, la “me-me”, vivo sdoppiata anzi, oserei dire, svuotata di me stessa, osservando la mia vita come se guardassi un film, ma non un film interessante… diciamo che sto facendo altro e ascolto delle voci in sottofondo

tutto quello che mi aggroviglia lo stomaco è nella bottiglia, quella lì sigillata, quella nascosta su quell’ultimo scaffale, quella pesantissima perchè porta tutto il peso di me.

ed è per questo che non scrivo quasi più di me stessa ma solo di me “carne”: perchè significherebbe far ritornare l’anna in me e non me la sento proprio. la bottiglia, per ora, rimane serrata.

ma so, cazzo, che non si può andare avanti così. devo ri-prendermi, ri-ascoltarmi, ri-avermi

aprire a me

e lì saranno solo lacrime

Pubblicato da: gigiababette | 5 luglio 2011

Sex bomb

Sono la donna più sensuale al mondo

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Pubblicato da: gigiababette | 29 giugno 2011

la vita ha alti e bassi

e io modestamente sono bassa!

battutina del cavolo per farmi perdonare delle mie assenze ma, cazzarola, non ho tempo di aggiornare!

se la stanchezza fosse commisurata ai soldi sarei ricchissima… comunque, ecco le ultime novità:

  • sono stata al concerto di daniele silvestri! non potete assolutamente perdervelo: 2 ore e 45 di musica bellissima, divertimento e pensieri puliti! ho battuto talmente tanto le mani che mi sono saltate via le pietruzze degli anelli… comunque, sono sconvolta: ballo da talmente tanto tempo come snoopy, ho elargito talmente tanti “auguri ballati”, ho fatto talmente tanti balletti idioti da ferma che NON SO PIU’ BALLARE! quindi, ora dovete immaginarvi la gigia, in mezzo a una folla splendidamente di sinistra, con tante meravigliose persone che hanno votato SI SI SI, nel mezzo di salirò saltare come una gioppina e mimare comiche movenze snupesche, come da video gentilmente fornito da fedina… fate voi!
  • mi sono rifatta i colpi di sole… da ottobre… finalmente sono decente
  • mi è scoppiata la vena… artistica. mai mai mai avrei immaginato potesse succedermi una cosa di questo tipo. in famiglia, mum e don sono sempre state molto portate e appassionate all’argomento, ma questa dote non mi era accessibile: io ho sempre odiato disegni e cazzi vari. io cucino bene ma “non so presentare” il piatto. io non distinguo un olio da un acquarello… beh. sto impazzendo. tutta colpa di quella pazza di “paint for life”… mi ha rovinato la vita. per lei è tutto facile e semplice: “prendete una sfera di legno del diametro di 2 metri…” ecco, lei. non l’avete mai vista? ve la consiglio… e vi ritroverete a fare collane di ogni genere e tipo e a decorare bicchieri con un intagliatore elettrico…
  • risultato di quanto sopra… beh, secondo voi? dopo aver fatto 50 collane, dove le metto io che non le indosso nemmeno? le vendo! (speriamo): sabato andrò ad un mercatino… giuro che vi documento tutto!

 

Pubblicato da: gigiababette | 18 giugno 2011

Farmaci

Nella mia vita, la malinconia e’ come un mal di testa che non passa con il moment act

Pubblicato da: gigiababette | 18 giugno 2011

dov’è la felicità di noi?

(assolutamente incomprensibile e assurdo cercarla tra gli abissi di malinconia e la rabbia del vuoto)

prova a cercarla, qui, nelle immagini fermate in una cornice di tempo… perchè la vedi nell’aria, nel vento e nelle briciole di sole che schizzano dalla schiuma dell’acqua ai pori tra le scapole riscaldati dal cielo(iiiiih)

dall’alto non pare che la luna sia così vicina ma, in effetti, puoi toccarla con un dito, con la mano e con l’intero piede perchè ti trovi a saltellare sulla sua superficie prima che diventi rossa

ancora più da vicino, ti accorgi che la pelle del sasso è sinuosa mentre la spina dorsale si sistema sulla roccia in un brivido (ah), quasi a cullare un momento speciale, quasi come uno scorcio di paradiso tra le scogliere laggiù

tra cielo e mare una striscia di paradiso bianco e liscio come la schiena di un amante premuroso che ti lascia dormire tra lenzuola viola (sssssh)

all’edicola più vicina si scambiano baci per fumetti e un quadro – sotto lo sguardo sornione di un geko – ritrova senso dopo troppo tempo passato lontano da un altro

eccola.

 

Pubblicato da: gigiababette | 13 giugno 2011

dizionario illustrato

mostrina [mo-strì-na]

n.f. [pl. -e] ( spec. pl.)

elemento distintivo delle uniformi militari dell’esercito italiano,  di forma e colore codificati, che viene portato in paio al bavero.

mostrina [mo-strì-na] – fig. 56,8

Pubblicato da: gigiababette | 9 giugno 2011

riflessioni sul lavoro

piove con il sole: le streghe stanno scopando

mumble

mumble

l’ho detto io che ho sbagliato mestiere

Pubblicato da: gigiababette | 9 giugno 2011

cono o coppetta?

mi sono imbattuta in questa “cosuccia” in un negozio di prodotti e alimenti naturali.

non state a scervellarvi: argomento “patata” ma non giochino erotico.

questo cosino di silicone è una coppetta mestruale: praticamente, si infila durante il ciclo e raccoglie il sangue. si toglie, si lava e si rimette.

a parte le mie perplessità per l’inserimento e  che lo comprerei solo per la borsettina colorata o per usarlo come imbuto da cucina hi-tech, tenete presente queste istruzioni per toglierlo: “sarà sufficiente spingere verso il basso con la muscolatura pelvica, togliere il vuoto d’aria creatosi infilando un dito accanto alla coppetta ed estrarre tirando dalla linguetta”

fatto questo “semplicissimo” passo, immagino si debba svuotare nel wc, lavare sotto l’acqua corrente e rimetterselo sempre che il vuoto d’aria creato e la mancanza di praticità non ci faccia erroneamente schizzare di rosso le pareti del cesso… che bei momenti!

comodissimo, no?

Pubblicato da: gigiababette | 8 giugno 2011

fatemi godere

mmm

oh, sì

sì, ancora..

dai, mmm…

sì, dai…

e ancora sì…

ti prego…

sììììììììììììììììììììììììììì!

(4 schede per il referendum nazionale + altre 5 per i milanesi)

 

 

Pubblicato da: gigiababette | 21 maggio 2011

cosa non si fa per un voto

stavo leggendo un annuncio sponsorizzato dalla moratti su fb. testuali parole: “ti piacerebbe una milano con tanti nuovi parchi e verde per tutti?”

a parte il fatto che è come dire “io voglio la pace nel mondo”, sarebbe come lasciare intendere che pisapia ha intenzione di disboscare milano per far posto ai centri sociali

qualcuno dovrebbe dire ai 50.000 “mi piace” ottenuti che la percentuale di verde pubblico nella città di milano deve essere in proporzione alle nuove costruzioni edificate

è questo il motivo per cui la moratti ha piantato nello scorso anno un tot di alberi. semplicemente perchè ha costruito mostri su mostri in tutta la città con grattacieli ad uso ufficio che rimarranno vuoti come sono vuoti tanti altri palazzi e residenze per super ricchi da 10.000 euro al mq

ed è questo il motivo per cui ne pianterà altri. perchè ha dato a ligresti (sì, sempre lui, il famoso ligresti della craxiana milano da bere… personaggino non proprio a posto) appalti su appalti su appalti, cemento su cemento… in un’immensa operazione immobiliare che altro non è che l’expo 2015

p.s.: tra l’altro, è bene sapere che la giunta moratti ha firmato lo scorso anno l’ok a procedere per la costruzione di una moschea e di spazi dedicati agli zingari

Pubblicato da: gigiababette | 3 maggio 2011

inutil(mente)

qual’è il mio peggior difetto?  non ho dubbi: io penso troppo, mi faccio delle pippe mentali mai viste.

a mia discolpa devo dire che credo sia una caratteristica tipica del sesso femminile: tanto si arrotola su stesso il nostro pensiero, quanto quello maschile va dritto alla meta. pam

da A a B senza fermarsi… loro

da A a B passando per tutte le altre lettere, soppesandole, rigirandole, annusandole per poi tornare indietro… noi

ma questo, ne sono certa, è anche il nostro punto di forza: ci rende estremamente affascinanti e rompicoglioni. non si può fare a meno dei nostri ghirigori dell’anima.

però, capita in certi periodi della vita – tanti… -  che le pippe debbano fare posto a pensieri pesanti, quei pensieri che ti fanno piegare la testa in avanti e risucchiare lo stomaco. sguish.

allora, diventa difficile buttare tutto fuori e ci piacerebbe tanto essere bionde e stupide come ci descrivono nei film: io ho addirittura fatto i colpi di sole ma non ha funzionato.

oppure, vorremmo quella bacchetta magica che usava silente con harry potter per alleggerire la mente, mettendo ricordi e pensieri in una bacinella nebbiosa… splat

ma non si può.

allora io, semplicemente, spengo la luce: non parlo, non mi muovo, respiro piano piano, mi vesto d’ansia, sparisco dal mondo ed entro in un libro cazzuto, facendomi largo tra i personaggi e mimetizzandomi in una parete di sfondo.

che bello. divento inutile. totalmente inutile a me stessa e al resto del mondo. quasi vuota.

usatemi così

Pubblicato da: gigiababette | 24 aprile 2011

auguri in gigiastyle

quale mi identifica di più? ;)

n. 1 – ABBRACCIAMOCI!

n. 2 -  ANCHE A PASQUA, NON TROVO GLI OCCHIALI… (altra giornata dimme…)

Pubblicato da: gigiababette | 16 aprile 2011

cuccioli d’uomo

trovarsi, alle nove, con un occhio ancora mezzo chiuso (e l’altro decisamente chiuso), su un tram imbottito di bambini max 5 anni, non ha prezzo

mentre mi sto ancora chiedendo da dove prendano tutta quell’energia, guardo stupitissima i genitori facendomi la stessa domanda: ma come cacchio fanno a non svenire dalla stanchezza? hanno forse una “presa” di corrente da qualche parte? boh…

morale: c’è una maratona in centro “andem al domm” e gli gnometti – tutti vestiti uguali, con pettorine numerate – non stanno più nella pelle: rimbalzano sulle pareti come scimmiette, urlano come marco mengoni, sono pile elettriche generatrice di schizzante felicità

focalizzo la mia misera attenzione su un papà enorme, in piedi di fianco a me.  si fa sballottare da due gemelli identici a lui ma compressi in una cinquantina di cm scarsi.

arriva una ragazza e gli chiede i due coupon per la partecipazione dei bimbi alla maratona. io e i suoi figli vediamo subito il suo sguardo perso e, tutti e tre, come uccellini affamati nel nido, solleviamo la testa ed emettiamo un “noooooooo”.

lui, sempre più nel panico, chiama la moglie con il cellulare “ah, ecco, ce li hai tu… echecazzo”

diventa rosso dal nervoso, chiude la comunicazione e si rivolge a un amico – padre di un nanetto barbaro che sta strappando con le sue manine minuscole, in pezzettini minuscoli, un fazzoletto di carta rassegnato a questa disonorevole fine – e gli dice “… e dovevi sentire che silenzio, sta stronza… secondo me è imboscata con qualcuno!”

allora: a parte il fatto che anche uno stadio durante milan-inter è sicuramente meno rumoroso di un tram pieno di piccolo hooligan… secondo voi, una mamma che si ritrova sola,  il sabato mattina, senza marito e due gemelli  in pieno delirio da crescita… va a divertirsi con l’amante o dorme!?!?

pifui… gli uomini…

Pubblicato da: gigiababette | 8 aprile 2011

precipitando verso la prova costume…

ovvero gigiaremedies direttamente dalla natura!

ebbene sì, con i capelli bianchi, le ovaie stanche, le zampe di gallina e l’insonnia, i (miei) primi trentanove anni portano anche al rallentamento del metabolismo. speriamo che i secondi portino qualcosa di meglio…

ma porca zozza? cheddevoffà? la fame?

non sono fatta per soffrire, ragazze. niente da fare: mi sono messa a dieta ma ho preteso l’aiutino

e ve lo consiglio caldamente: niente prodotti strani o pillole miracolose ma rimedi omeopatici e… pazienza

devo dire che, in effetti, non ho perso tantissimi chili (3 in 2 mesi) ma tantitanti centimetri in circonferenza e questo credo che dipenda proprio dall’utilizzo di queste sostanze naturali: essenzialmente hanno scopo depurativo, diuretico, stimolano il metabolismo assonnato e  combattono l’adipe (aaaah, che bello avere degli alleati!).

mettete in una bottiglia da 1,5/2 lt (ovviamente piena d’acqua, non fate le furbette) e bevete nell’arco della giornata:

  • tintura madre taraxacum dens leonis – marca boiron: io metto 75 gocce. stimola l’intestino… si può arrivare sino a 90. vedete voi come siete messe! :)
  • lymphomyosot – marca heel: 10 gocce
  • galium – marca heel: 10 gocce
  • R59 – marca dr. reckeweg: 10 gocce. NON PRENDETELO se avete problemi di ipertiroidismo o ipersensibilità allo iodio
  • decotto di betulla – marca weleda: è un diuretico efficacissimo, 2 cucchiai
  • (cercate sul web, non sono prodotti della wanna marchi, ma cose serie. NON aumentate le dosi)

per quanto riguarda la dieta, beh… ve la scrivo anche se me la sono proprio cucita addosso e non penso possa andare bene per altri: sicuramente, però, può essere uno schema base

tenete presente che io faccio esattamente l’opposto di quello che qualsiasi dietologo prescriverebbe: purtroppo, il mio pasto principale è da sempre quello serale… e a mezzogiorno spesso mi devo arrangiare fuori casa…
in più, non riesco a seguire ogni giorno qualcosa di predefinito. non mi viene. ho bisogno di linee generiche da seguire e, soprattutto, non devo soffrire la fame!!!

da ricordare: diffidate delle diete che fanno perdere 10000 chili a settimana o al mese. la “dieta” dovrebbe diventare una regola alimentare e non qualcosa di sporadico! quindi, più si avvicina alle nostre “abitudini” più sarà facile da mantenere!

io non ho mai mangiato tanti carboidrati… quindi direi che la gigiadieta sia riassumibile in: tanta verdura, frutta, tante proteine sia vegetali che animali, poco condimento, sì ai cibi integrali, no fame!

ah, dimenticavo. il sabato sera mangio e bevo come se niente fosse.

ecco la gigiadieta

prima colazione
uno yogurth bianco con un paio di cucchiaini di miele o succo di frutta
125 gr. di latte scremato e 35 gr. di cereali integrali (io ho fatto un mix tra corn flakes e crusca, ma ci sono anche quelli con i frutti o il cioccolato)
oppure
brioche vuota (meglio se integrale) + marocchino
oppure
frutta

pranzo
1 conf. di sofficette (prosciutto cotto, bresaola, crudo, petto di pollo o tacchino)
oppure
carne in scatola oppure
carne fredda
oppure, se potete cucinare
200 gr. di carne magra
oppure
crocchette di farro o seitan o tofu

e tanta verdura! mai meno di 300/400 gr!
io a pranzo mangio 1 finocchio, 1 peperone, 1 pomodoro e, a volte, la verdura cotta avanzata la sera prima

cena
un secondo senza guardare la quantità… carne o pesce che sia…
mangio “normalmente” (poco olio, però) e almeno 2 verdure diverse o 1 minestra e 1 verdura cotta o cruda
mi raccomando, tanta tanta tanta
mai frutta dopo cena ma solo per gli spuntini o la mattina

sgarro serale: a me piace il dessert di soya ai lamponi… però un paio di biscotti integrali (specialmente se avete mangiato poco pane) direi che si possano magnare senza andare a letto con senso di colpa

spuntini
obbligatori! a metà mattina e a metà pomeriggio… io sto sulle 70 calorie a spuntino, vedete voi. mangio: 2 biscotti alla soia cereal o digestive spigarello della campiello o 1 frutto medio o mousse di frutta cotta che si vende al super

e il pane?
visto che alla puccetta non rinuncio, io prendo dei paninetti (40 gr) di multicereali. mangio quelli oppure le gallette di farro o mais…
non fatevi ingannare dal fatto che gli alimenti integrali sono spesso più calorici di quelli “normali”: il fatto è che, una volta ingeriti, non fanno avere al nostro corpo un picco di insulina per gli zuccheri contenuti ma, al contrario, vengono assorbiti piano piano e vengono facilmente smaltiti grazie alle fibre!

FATEMI SAPERE!!!

Pubblicato da: gigiababette | 6 aprile 2011

le abitudini non muoiono mai

da oltre trent’anni comincia la giornata sentendo la sua voce morbida

“come stai, Mischa caro? hai dormito bene?”

e via a fare colazione, sempre abbondante: pane nero, burro, aringhe affumicate e caffè nero bollente.

è a 160 km da Mosca, nella dacia spersa nei boschi vicino a Ozëry; guarda fuori dalla finestra e osserva le anatre galleggiare sul piccolo lago Mar’ino. soffia piano nella tazza, facendo increspare la superficie. per una strana prospettiva, soffia anche sull’arancio delle foglie morte che ricadono sul lago che solleticano gli uccelli che spiccano il volo.

“non berne troppo… sai cosa dice il dottore…”
sbuffa, Mischa, e va a prendere il giornale che è stato consegnato alle prime ore dell’alba. ritorna in cucina e si siede di fronte alla luce.

“ricordati di cambiare la sabbietta sporca di Pavla”
e già… ecco perchè la micia ha voluto uscire stamattina… doveva fare i suoi bisognini…

pallido è il sole e il viso scavato di Mischa trova requie nel ripetere gli stessi gesti, sentendo le stesse parole. il tempo passa e attraversa le stagioni, cambia il colore delle foglie e dei capelli, ma quelle parole, le stesse, da tanti anni, provocano imperterrite il suo respirare

l’idea era stata di Feona, sua zarina nella gioia e nel dolore, in salute e in malattia, sinchè morte non separi.

Mischa si ricorda ancora quel momento: era una mattina lieve di 5 anni prima, nell’appartamento a Mosca, lei a letto, un’ombra inesistente sotto alle coperte.il tumore alla gola era in ferie per un giorno e aveva deciso di ridarle la parola. così, aveva registrato la sua voce, su una vecchia musicassetta perchè, almeno lei, non abbandonasse il suo Mischa.

d’altra parte, dopo oltre trent’anni, risvegliarsi insieme era sempre la più grande gioia.

finchè nastro non li separi. clic.

Pubblicato da: gigiababette | 4 aprile 2011

mind the gap – ovvero – ho un passato da gnocca

leggevo ieri che il must-have della stagione è il “tooth gap”.

cos’è? in italiano si chiama “diastema” ma, per capirci meglio, faccio riferimento a un traforo del monte bianco tra un incisivo e un altro.

pare che quel difettuccio che ha fatto disperare tante donne sia diventato un segno di riconoscimento tra i più ricercati nei casting.

bellissime dal sorriso “spaziato” che hanno fatto impazzire fior fiore di uomini sono la mitica BB (che dire di Roger Vadim…), la casta e la paradis che hanno fatto un bell’affare con accorsi e depp… eccetera eccetera

sono assolutamente d’accordo del fatto che i nostri difetti fisici debbano diventare punti di forza e, per questo, mi confesso.

ebbene sì. anch’io ho avuto il tooth gap.
e me lo sono procurato!

come? beh… intorno ai 6 anni, ho infilato (non chiedetemi perchè) uno dei rebbi della forchetta nel buchino tra i due denti… non riuscendo più a toglierla dalla bocca… ho forzato et voilà! due fantastici denti separati!

quindi, non disperate! se volete diventare la nuova BB… basta una semplice forchetta e il gioco è fatto!

parola di gigiababy :)

Pubblicato da: gigiababette | 29 marzo 2011

ricette e tare mentali

i buoni sostengono che sia indice di creatività, i critici che sia sintomo di insoddisfazione, i bastardi che sia fattore di squilibrio evidente.

mia mamma sosteneva semplicemente che ero un “bastian contrario”

mi spiego: come ben sapete, sono soggetta a improvvisi quanto potenti emboli. quando mi parte l’embolo – spesso per inesistenti motivi – non c’è nulla da fare, devo inseguirlo nonostante la quasi certa perdita di dignità personale e rispetto delle persone che mi circondano: gelosia e intolleranza sono le fonti principali dei miei emboli ma anche le voglie culinarie non sono da meno.

quando mi metto in mente  di cucinare qualcosa di nuovo, devo devo devo assolutamente farlo alla faccia della mancanza di ingredienti, della stanchezza e, a volte, anche di idee: allora sfoglio arrosti e bolliti, navigo su creme e salse, ricerco tortine e sfogliatine fino al placamento dell’embolo.

poi, ed ecco la spiegazione alla mia premessa, non seguo MAI la ricetta ma faccio di testa mia.

ditemi che anche voi siete così. vi prego.

quindi, dopo questa “spatafiata” (gergo dialettale lombardo per indicare “scritto lungo e noioso, spesso incoerente”), tornando ai vecchi amori di “ricette, consigli e ciacole”, in puro stile “desperate housewives” de noartri, combattendo con la smisurata fame premestruale, stamattina vi cuccate una bella ricettina a basso contenuto calorico (e domani un’altra, tiè)

carciofi ripieni in cartoccio di pane rustico

ingredienti

4 carciofi

pan grattato integrale (io lo faccio con il pane avanzato)

4 acciughe scolate

prezzemolo

1 sottiletta (o altro formaggio, ne basta poco)

1 rotolo di pasta integrale

sale e pepe

procedimento

pulite i carciofi di spine (ma va?), foglie dure e barbetta, dopo averli tagliati a metà. lasciate un pezzetto del gambo. metteteli a mollo in acqua e limone.

cuoceteli a vapore per 15 minuti, non devo essere molli, mi raccomando.

nel frattempo mettete in una tazzina pangrattato, sale, pepe e prezzemolo.

tagliate le acciughe a metà e la sottiletta a pezzetti.

preparate con una tazzotta 4 cerchi di pasta.

dopo aver lasciato raffreddare i carciofi, se sono bagnati, tamponateli con uno strofinaccio e riempite la pancina (non la vostra) con un po’ di pangrattato, mezza acciuga e il formaggio.

unite le due metà e avvolgetele con il cerchio di pasta, lasciando fuori il gambo e sigillate il pane con le mani umide.

sporcatevi le dita di olio e passatele sul cartoccio. infornate a 220° per circa 20 minuti.

fameeeeeeeeeeeeee!

(p.s.: la ricetta originale voleva un ripieno fatto di pangrattato “normale”, timo, pinoli tritati, capperi sotto sale, aglio. fatemi sapere!)

Pubblicato da: gigiababette | 22 marzo 2011

cosa non si fa per un figlio?

tenerissimo…

Pubblicato da: gigiababette | 13 marzo 2011

guns ‘n roses e i consigli di gigiabeauté

i guns ‘n roses hanno venduto oltre 150 milioni di dischi e sono considerati…
ok, ma non volevo dire questo

guns…  “pistola” è una parola dialettale milanese che si differenzia parecchio da “pirla”: mentre con quest’ultima si identifica essenzialmente un coglione (e io ne conosco taaaaaaaaaaaaaaantiiiiiiiiiiiii), il pistola si è una persona tonta e sprovveduta
ok, ma non volevo dire questo

roses… sì! ecco!
mia nonna è arrivata quasi novantenne senza nemmeno una minuscola ruga. e non si può certo dire che abbia avuto una vita facile, non ha di certo vissuto tra cotone e petali di rosa… però li ha usati!

il segreto della sua pelle e – ne sono certa – di tante altre nonne, si racchiude in due semplici prodotti che ha avuto l’abitudine di usare per una vita.

io sono pigrissima: mi trucco raramente, compro struccatori e li uso solo per una settimana, tante creme mi fanno venire i brufoli, ho una leggera tendenza alla couperose e mi sento spesso la pelle secca…quindi, nel dubbio, non faccio nulla.

poi, l’altro giorno, mi è apparsa sullo scaffale l’”acqua di rose” della roberts, con il suo bottiglino blu e le scritte in corsivo… aaaah, mi sono sentita catapultare tra le braccia accoglienti della mia grandmother.
insomma, è un tonico che toglie gonfiori, rende la pelle morbida, elastica, vellutata e liscia
io ho comprato anche il detergente: è un gel che va bene anche come struccatore e lo può anche usare una pigra come me visto che ci si deve solo lavare la faccia.

devo dire che la sensazione di freschezza è immediata: le istruzioni dicono di picchiettare con un batuffolo quelle zone che ci paiono a rischio ruga assassina.

poi, sempre copiato dalla nonnetta, metto la crema idratante dell’oil of olaz… non quelle creme che hanno inventato ultimamente ma proprio la prima messa in commercio: confezione con tappo nero e crema rosa.

asciuga immediatamente e non credo sia di molto differente dalla “crema base”:  per questo mi piace molto. il risultato è che la pelle rimane idratata e protetta anche dal freddo, per niente lucida e perfetta per stendere il fondotinta.

ma la cosa che mi piace di più in assoluto è vivere il mio tempo con la pelle aromatizzata di rose e di rosa come la mia nonna; e, quando vado a letto in una coltre di petali, aspetto il sonno protetta da lei e dalla sua ciccia profumata, pensando di essere ancora una pirulla, nel lettone a forma di pagnotta, a leggere libri harmony alla luce di una piccola abat jour…

Pubblicato da: gigiababette | 11 marzo 2011

cazzo è una parola importante

in italiano ha un’accezione “poco educata” ma in romanesco spiega il significato della vita

non saprei
so’n cazzo

chi se ne importa
‘sti cazzi

adesso la circostanza si fa drammatica
mò so cazzi

accidenti
a la faccia der cazzo

mi fai cadere le braccia
e che cazzo!

ho tanti pensieri per la testa
c’ho tanti de quei cazzi…

non siate stati capaci di assolvere al vostro compito
nun avete combinato un cazzo

ti ringrazio per ciò che mi dici ma sono argomenti che già conoscevo da tempo
grazie ar cazzo

sei arrivato di soppiatto, senza che alcuno se ne accorgesse, anche con un’invadente superbia
e’ arrivato ‘sto cazzo

ma chi è costui che si presenta dinanzi  a me con fare spavaldo?
chi cazzo è questo?

cerchi forse qualcosa che io non posso darti?
ma che cazzo vòi?

non dovresti interessarti della vita privata degli altri
fatte li cazzi tua

sei una persona un po’ assillante
sei ‘n  cacacazzi

Pubblicato da: gigiababette | 9 marzo 2011

the day after

aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah (sospiro), per sorridere a denti stretti…

Pubblicato da: gigiababette | 7 marzo 2011

di nuvole e di carne

il meteo aveva preannunciato forti raffiche da sud. sono corsa in mezzo alla strada con il mio palloncino e ho aspettato.

niente

niente

io, ancorata a terra, ho continuato ad aspettare che arrivasse un vento
(foooooorteeee forteeeeeeee)
che soffiasse via il buio dai miei pensieri

non è arrivato

avevo proprio bisogno di una sferzata che facesse spazio alla luce. già. m(anna)ggia allo spazio.

spazio. di spazio ne avevo tanto da riempire e tu, un centimetro alla volta, hai colorato tutto quel vuoto
(tanti colori, tanti profumi, tante note) per non farmi avere freddo

hai trovato terra fertile, terra di conquista, ma non mi hai vinta, no. mi sono (ar)resa a te, alla forma del calore, al mio semplicemente esserti, al tuo stringermi al petto per proteggerti.

e, ora, ti prego, mangiami, tutta intera, ingoiami. fammi sparire. apri la bocca e masticami, almeno 100 volte ogni boccone, perchè così sarò più tenera e potrai perdonare il mio galleggiare. voglio che tu
(mio gigante)
mi contenga e mi lasci seduta, dentro te, tranquilla miniatura senza più spazi vuoti ma solo interi di noi metà

voglio stare lì, invisibile io, nascosta e pacifica
(“ma dov’è l’anna? dov’è?” accoccolata in te, io rido, sento tutto, anche le palle che inventi e dici “non la vedo da un pezzo”)

matrioska carnale, di sangue e di nuvole, ti guardi le mani e vedi le mie, nei tuoi piedi appoggio i miei, la tua bocca sempre sulla mia, se ti scappa la pipì andiamo insieme. sto a maneggiare i tuoi organi, a controllare il flusso del sangue, a sistemare i nostri pensieri insieme, perchè sta arrivando la primavera e ho voglia di sole

stamattina, ho sentito il meteo: hanno detto che arriveranno forti raffiche da sud. prendi un palloncino amore: ho bisogno di vento perche’ non riesco piu’ a volare.

Pubblicato da: gigiababette | 28 febbraio 2011

vuota a perdere

ci sono momenti in cui mi piaccio da morire: non mi definisco “un tipo” oppure bellina oppure graziosa. no! mi trovo una strafiga

voglio bene alle mie ciccette, alle mie tettine, ai miei piedi storti e ai capelli d’alga. adoro i miei pensieri del cazzo, il mio caratteraccio orrendo, il mio senso dell’umorismo equivoco.

sìssì: mastico una noce, apro la bocca e tiro fuori la lingua che ospita gherigli impastati a saliva. e penso di essere l’imagine della bomba sexy.

in questo periodo mi odio, sono veramente stanca di me

stamattina ho visto la mia ombra allo specchio e mi sono sputata

Pubblicato da: gigiababette | 17 febbraio 2011

W l’itaglia

Benigni mi ha fatto sentire una merda: ci sono uomini che sono morti per darmi una patria.
E io disonoro loro e sputtano l’italia facendomi pisciare addosso da berlusconi

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