Pubblicato da: gigiababette | 27 settembre 2011

oltre le tette, il marcio

cena in locale tiroso, a milano, nella settimana della moda.

vetrina falsa e patinata di quella milano che a furia di bere è diventata alcolizzata.

abbandono un brasatino preparato nel pomeriggio per strizzarmi in un serioso tailleur nero, scarpe nere, gigioia nera

entro in questo locale e mi aggiro tra stangone fighissime giovanissime magrissime slavatissime.
si siedono e cenano (ma poi vomitano tornate a casa?) con signori che – in piedi – possono parlare direttamente con il loro ombelico. ma è meglio così perchè la loro bava scivola sui piedi di queste giovani donne, piedini incastrati in stretti sandali dorati come gabbie di uccellino.

di fronte a me, tavolone vip: io riconosco solo ivana tramp, la marini, gigi d’alessio e emilio fede. mi parlano anche della zardo, natalia bush e beppe convertini, qualche calciatore e boh.

mi viene la nausea, quasi mi cade il carciofo alla giudea dalla bocca

assisto, schifata, alla genuflessione di persone “normali” al cospetto di bocche canotto, tette di salvataggio, zigomi da competizione, tutte uguali. non noto differenza tra la zardo, la marini e un clown truccato male

se guardo bene, come in un film di dario argento, vedo solo dei mostri con la pelle molle e flaccida, nascosta ai lati delle tette, pelle che indica l’età, pelle che è stata toccata da troppe mani che ne hanno lasciato il segno acido, pelle corrotta che rispecchia la decadenza morale di un’italietta da canale 5 e spot pubblicitari

baci, champagne, due spaghi con l’astice, la mutanda che ti entra nel culo e la sposti senza farti vedere, gioielli, sorrisi, denti finti, vestiti strech, tv e paparazzi tutto alla corte del dio denaro

donne alla mercè (infatti di merce si tratta comunque) del potere del cretino del quartierino, dai tentacoli lustri di saliva e di un emilio fede dal ventre enorme, giallo di malattia, con occhi sporgenti e la lingua che si muove squallida su labbra asciutte. è una vecchia tartaruga arrapata ma – mi chiedo – quante ragazzette si sono beccate l’epatite per fare le meteorine?

continuo a guardare disgustata e vedo il marcio sotto la plastica e mi dico che quello spettacolo indecente è quello che tante mamme auspicano per le loro figlie. non è solo “colpa” del Cavaliere di turno che vuole fare girare la patata:  se l’ignoranza non regnasse imperante, se non si crescesse leggendo novella3ooo, se non fosse vero che si guadagna di più scopando qualche riccone per una sera piuttosto che lavorare un mese… beh, forse le cose sarebbero diverse e non ci sarebbero questi surrogati di donne

è come se avessi assistito a un “aperitivo” di una cena di arcore. e penso che certi uomini rappresentano il mio paese e certe donne, non sono donne ma pezzi di carne

torno, mi metto un magliettone rosso enorme, le birckenstock e mi mangio gorgonzola e crecker bevendo una birra, sul divano

mi chiudo in casa, stasera. ma, ragazzi, dobbiamo far cambiare le cose

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Responses

  1. effettivamente il problema più grande è trovare il modo di cambiare le cose: ridotta all’osso la questione non è così facile riuscire a farlo. Non basta scegliere. ‘Azz, l’unica scelta che possiamo davvero effettuare è quella di non andare più in un ristorante così. MA NON BASTA. Che tristezza, che amarezza.

  2. eheeh e che vip!!! sarebbe passata veramente la fame anche a me, ma che accozzaglia di gentaglia.

  3. che altro aggiungere??? condivido anche quel che ha detto la simo….
    che amarezza…
    che nausea….

  4. Già, DOBBIAMO! Ma son più le volte che ci si sente con le mani legate che quelle in cui ci si sente con questo potere in mano… E cmq quando troviamo il modo IO CI SONO!!!

    • hai ragione, sai? alla fine non ci stupiamo quasi nemmeno più delle minchiate del nano presidente… ed è ancora lì… e non si muove… e il mondo ride… e l’italia affonda

  5. hai ragione, è proprio l’ignoranza! ma tu che ci facevi lì?!?

    • domanda di riserva? se penso al mio brasato… 🙂


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