Pubblicato da: gigiababette | 19 ottobre 2011

visione sbilenca

(scribacchiata con l’ansia alla bocca, una notte, su un catalogo offerte della coop)

io, che guardo sempre “di là”. mai direttamente ma solo sopra, sotto, di sottecchi, a destra o a sinistra.

quell’obiettivo – il mio o di una macchina fotografica – non lo voglio proprio vedere

il mio me, domani, dopo ora, dopo poi… no, non mi va

di lato si sta bene, le lenti non soffrono e la visione è solo laterale

una ferita al cuore, insopportabile, un dolore di lacrime in me che vado, torno, ritorno, ritorto, torto, vengo, sovvengo. io.

dallo stomaco in su, rasmi di malumore e ricordi compressi in pillole di gioie da masticare amaro (amore), senz’acqua, mandandole giù a raschiar la gola, per tenerne viva l’immagine

poi, la solitudine del mio sguardo storto, lontano dall’obiettivo (qualechesia) che mi rende strabica

e qui, aspetto di ricevere la mia “lettera a”. a di ancora, a di addio, a di anna

a di amorte

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Responses

  1. la a di assorrete?

  2. la a di amore,no?


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