Pubblicato da: gigiababette | 8 marzo 2013

Rosso sangue

Scarpe rosso sangue: ballerine, tacchi a spillo, sandali, zeppe, ciabatte

Ogni paio di scarpe ha rappresentato, oggi a Torino, una donna vittima di femminicidio

Padri, fidanzati, mariti, amanti hanno tinto di sangue anime violate da soprusi e violenze.

Non festa della donna ma giorno del ricordo.

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Pubblicato da: gigiababette | 8 marzo 2013

La mimosa puzza

E la festa della donna e’ diventata una baggianata

Quindi, per tutti e per tutti i giorni

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Pubblicato da: gigiababette | 17 febbraio 2013

nessuna pena per te che porti (il) pene

Reeva Steenkampè ora di finirla

il mondo fermo a guardare i tg che inquadrano il povero pistorius in lacrime

il viso quasi sempre coperto dalle mani o da una giacca, nascosto lì sotto, mentre si proclama innocente

il giorno di san valentino Reeva aveva incorniciato delle loro foto ed era felice, sorridente, spensierata. così l’ha descritta il negoziante presso cui ha acquistato il regalo

stamattina hanno trovato, in casa di lui, una mazza da cricket insanguinata

si può solo immaginare: lei gli porta il regalo, litigano per la sua presunta infedeltà con il “compagno” di reality, lui non ci vede più e le fracassa la testa a mazzate. poi, SCIENTEMENTE, le spara 4 volte: al cuore, alla patata, alla testa, alla mano

mi viene il vomito: lei, bellissima e innamorata di un uomo geloso e morbosamente possessivo.

quante ne abbiamo già sentite di storie così?

donne spezzate nel pieno della vita, sangue sullo splendore. e loro cosa fanno? piangono

pistorius? buttatelo in un burrone senza protesi

signori, mi dispiace, la “razza pistorius”  toglie al mondo anime innocenti ogni giorno… e poi piange. si pente. si lacera.

non posso andare per il sottile, anche l’ergastolo lo trovo troppo poco punitivo.

i genitori di Reeva non avranno nemmeno una guancia da baciare per l’ultima volta

per la “razza pistorius” niente galera.

datela in pasto alla famiglia

Pubblicato da: gigiababette | 1 febbraio 2013

conversazione telefonica con il cliente

lui “guarda, gigia, che arriverà il rag. pincopallo che deve recapitare un messaggio all’avvocato cippirimerlo. prendi nota, mi raccomando, che l’indirizzo è cippirimerloqualunque@cippirimerlo. biz”

pausa

lui “comunque gli devi mandare un pony”

o-O

Pubblicato da: gigiababette | 25 gennaio 2013

venticinque gennaio duemilaenove

bimba mamma

ancora perdutamente persa senza te, mum

 

Pubblicato da: gigiababette | 18 gennaio 2013

gallina vecchia fa buon brodo

ruzzle, ruzzle, ruzzle… sono in astinenza. cerco nel web un avversario a caso.

gioco, gioco, gioco, gioco fino a che non ricevo un messaggio chat da uno sfidante “ciao! da dove giochi? quanti anni hai?”

non rispondo: voglio giocare pistola! piantala!

e continua: “daaaaaaaaaaaaaaaiiiiiiiiiiiii! dimmi quanti anni hai! magari siamo viciniiiiiiiiiiiiii”

per fortuna non devo mentire e gli scrivo: “senti, guarda, lascia stare. potrei essere sicuamente tua madre: ho 41 anni compiuti. è il tuo turno di gioco!!! gioca!”

e sapete cosa mi ha risposto?!

” 😉 chissà quanta xp!”

bene: sono pronta per “uomini e donne over”…

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Pubblicato da: gigiababette | 12 gennaio 2013

Fantasma di… Spirito

Entro in camera da letto: temperatura glaciale.
Mi si rizzano i miei tre peli, mi si tappano le orecchie e sento un leggero ronzio: mi guardo intorno pensando “ecco, e’ giunta l’ora. Vedrò una figura fluttuante o direttamente la morte”

E invece no: una delle due micine ha azionato il telecomando del condizionatore, fissato a 18 gradi.

Stasera niente pappa, cazzo.

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Pubblicato da: gigiababette | 9 gennaio 2013

Connessioni

Se ho bisogno di sfogarmi in lettere, punti, incisi e parentesi, scrivo qui

Per due cosine in croce, sul calar del tempo, mi connetto a Facebook

Se mi voglio arricchire gli occhi vado su pinterest altrimenti su Twitter per concetti stringati

Ma ho bisogno di un “personal” network per le parole sulla punta della lingua, i pensieri sfuggenti e i frammenti di immagini.

Ci metto anche i miei impercettibili ruttini e i singhiozzi strozzati

Ma anche le speranze in volo, quelle che scappano e le idee improvvise, le parole inventate e i sorrisi in giù. E in su.

Dove metto tutta questa roba che mi scappa? E se… Te la regalassi a manciate?

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Pubblicato da: gigiababette | 8 gennaio 2013

altro che alitalia!

stamattina mi sono svegliata con questa immagine racchiusa ancora in fondo agli occhi: io che mi guardavo le unghie delle mani. erano unghie sporche, lerce, nere di terra. stupita da una cosa così inusuale, mi ritrovavo però a dire “ah certo… che stupida… ero sepolta viva e ho dovuto scavare per liberarmi”

con sogni del genere, capirete bene che nemmeno il mio adorato latte e cioccolato poteva fare un granchè

però, i casi della vita sono veramente unici.

tenete presente che vivo a milano, al quinto piano di una palazzina di 8. negli appartamenti sopra il mio vive solo il bimbominkia posseduto che mi rovina le orecchie andando avanti e indietro con il suo triciclo, ma gli altri sono tutti anziani

beh, io ho cominciato a sorridere perchè ho trovato questo

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un aeroplanino di carta! come quelli che facevamo da piccoli? con un messaggio positivo! ma da dove era arrivato?

ho sorriso così tanto che ho rischiato di coprire gli occhi con gli zigomi. ma chi ringraziare? ho considerato l’ipotesi di stendere un telo sul davanzale con la scritta “grazie!” ma… non so…

le cose belle arrivano sempre all’improvviso, quando meno te l’aspetti. e se per arrivare devono prendere l’aereo, beh, l’importante è che arrivino.

Pubblicato da: gigiababette | 31 dicembre 2012

dopodomani

240480_4601104708928_1967315213_onon sono mai stata in grado di affrontare con gioia le incognite del nuovo anno salutando le certezze del passato

penso che un anno finisca al rientro delle vacanze estive e scandisco così i miei “l’anno scorso…”, “l’anno prossimo…”

sono anni che perdo gli anni e non mi accorgo che passano: non ho fatto nulla di talmente significativo da fermarlo in una data precisa… sono sempre nell’ovatta della mia nebbia milanese

oggi sarete tutti presi dal riposarsi in vista dei festeggiamenti forzati, o starete cucinando per mezzo mondo ben certi che alle 23 vi attaccherete a uno stipite per stare in piedi, o sarete in fila dal parrucchiere e dall’estetista perchè “chi non scopa a capodanno non scopa tutto l’anno”. quindi la faccio breve, anzi brevissima.

insomma, tra oggi e domani non cambierà veramente un cazzo: forse un zin di mal di testa, di pancia o di patata per gli stravizi. ma la nostra vita sarà identica.

vi auguro semplicemente di svegliarvi domattina con la voglia, ma soprattutto la forza, di cambiare le cose che non vanno e di mantenere stabili quelle che vanno.

solo così avrà un senso festeggiare questo 2013: con coraggio e speranza!

cin cin da gigia, anna, babette e ninin (minkia siamo diventate 4 e ce n’è un’altra in giro)

auguriiiiiiiiiiiiiiiiiiii con ballettoooooooooo!

Pubblicato da: gigiababette | 28 dicembre 2012

nella carne

photo“mettimi come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul tuo braccio;
perché forte come la morte è l’amore…”

e così, nel palindromo dell’essere me, se riesci puoi leggermi e trovarmi perchè, nell’abbraccio di mamma, ho cucito sulla pelle quel suo amore, amore che nemmeno la morte mi porta via

nelle lettere e nel sangue anche tuo, lacrima di gioia per averti qui incisa, mentre dormo, con i riccioli appoggiati a quel nomignolo sussurato da sempre, ti porto nei miei sogni, a proteggere i miei giorni, a darmi forza quando proprio non ce n’è

anna
ninin
anna
ninin
leggi e rileggi le nostre pagine, la mia tristezza e il mio dolore per il vuoto che cerco di riempire con gocce di china e rossomio, sempre parte di me, nello scorrere del fiato e del tempo che mi avvicina al sentirti

NELLA MIA CARNE

(la calligrafia di “ninin” è quella originale di mum. me l’ha cucita con un ago fatto a mano libera, il bravissimo gundam.  se avete bisogno, fatemi sapere)

Pubblicato da: gigiababette | 27 dicembre 2012

all around the bush

pipìieri mattina, tutta bardata alla eva kent dei poveri ma con il mio nuovo garmin a testimoniare i clamorosi e ineguagliabili successi della runnergigia, mi avvio verso corso sempione

il parco, in questi giorni, è quasi impraticabile per chi non indossi un bel paio di pinne. con il mio senso dell’orientamento di un’oca norvegese, individuo un figuro ginnico che si accinge a girare intorno al parco senza attraversarlo. e lo seguo.

ha più o meno la mia stessa andatura, riesco a stare alla debita distanza e lui, in effetti, entra ed esce dai vari ingressi scegliendo i percorsi con più sentierini asfaltati.

completato un giro, stiamo per tornare verso l’arco della pace, quando lo vedo rientrare da un cancello, lo seguo, rallenta, rallento un zin ma pocopoco, mi stupisco vedendo che sale sull’erba fangosa.

riesco a deviare appena in tempo, con aria indifferente, quando lo vedo tirare fuori un picetto raggelato per fare pipì in un cespuglio.

morale della favola: non bisogna mai seguire ciecamente qualcuno senza pensare

(la morale, in effetti, non c’è e io ho cominciato a sogghignare tra me e me… ma mi faceva brutto “chiudere” con l’immagine del micro pisellino)

chi seguirò oggi?

 

 

Pubblicato da: gigiababette | 25 dicembre 2012

News from the fridge

20121225-073414.jpg mi ha mangiato tutto il paté ‘sto ciccione!

Pubblicato da: gigiababette | 24 dicembre 2012

meno male che non è finito il mondo perchè

noelavevo già fatto i regali
avevo pagato l’IMU
devo ancora fare il salto dal “ciolo”
voglio andare a vedere “lo hobbit”
devo capire come funziona twitter
mi aspetta la laurea in “cattivissima me”
nel 2013 sarò ricca da far schifo
bella da far schifo
felice da far schifo
ho un sacco di libri da leggere e rileggere
ho un sacco di lenzuola da stropicciare
ho un sacco di baci da dar
devo invecchiare contando le rughe
devo crescere rimanendo piccina
devo vivere il presente ridendo

e rompere le palle (di natale) a tutti voi che mi leggete

cin cin!

Pubblicato da: gigiababette | 24 dicembre 2012

prendi un brandy?

ore 9, stamane, sussurro alla cassiera del bar, superaffollato: “senta, vorrei un bicchierino di brandy da portare via, sa… devo sfumare uno spezzatino…”

e lei, urlando, al barista: “una vecchia romagna per la signora, da portare via!”

io, viola… supero la fiumana di gente che mi guarda. alcuni schifati, altri con sguardi di comprensione. mi giustifico, dicendo “mi serve per cucinare… una lacrima di liquore… non volevo comprare la bottiglia”

lui: “dicono tutti così…”

chiudo questo post, con una foto significativa

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Pubblicato da: gigiababette | 14 dicembre 2012

edilizia

Pezzo-di-muro-con-finestra-a25384887ho appena sentito piangere al telefono la mia vicina di casa

che brutto avere pareti sottili e finestre chiuse

Pubblicato da: gigiababette | 23 novembre 2012

il senso del culo

non posso più correre. che nervi. che smania. che depressione.

da 10 giorni mi fa male all’attaccatura tra chiappa e gamba… riposo forzato… cammino qualche km ma mi viene il nervoso per il dolore che, comunque, arriva dopo un po’… e poi vedere gli altri runner mi stressa da morire: si lasciano dietro felicità ed endorfine a mazzi
cerotto sul culo e aulin non hanno dato risultati. passo all’attacco: chiamo l’osteopata, il mio diavolo/santo guaritore

mi dice “potrebbe essere un’infiammazione profonda del muscolo pirifome, classica di molti runner… tanto lo so che non riposi (come tutti i runner)… ma è meglio che ci metta mano”

vi assicuro che, se non avete mai fatto una seduta osteopatica, queste parole risultano già minacciose perchè quelle ditina fetenti/miracolose conoscono punti che voi non sapete nemmeno di avere
immaginatevi la mia espressione quando mi ha detto “lo sai, vero, che non sarà un massaggio per niente rilassante?”

una piccola lacrima ha fatto capolino… ma mi sono sentita dire “per la corsa, questo e altro…”
vi saprò dire martedì sera… help…

 

Pubblicato da: gigiababette | 21 novembre 2012

istruzioni per l’uso delle primarie

(ovvero: perchè riusciamo sempre a incasinare qualcosa di semplice?)
dopo brainstorming con don, incrocio informazioni e decriptazione dati da saturno

– trovare in fondo al cassetto delle mutande la propria scheda elettorale

– andare sul sito italia bene comune e inserire il numero della vostra sezione elettorale

– in questo modo potreteè possibile individuare il seggio presso il quale votare

– recarsi lì, versare 2 euro per iscriversi all’albo degli elettori

– ritirare il certificato di elettore di centrosinistra

 

domenica 25, dalle 8.00 alle 20.00, se non ci siamo rotti le palle di tutto sto giro, potremo votare  il candidato preferito

 

ecco… chi, come me, ha cambiato residenza, non ha sicuramente ricevuto l’adesivo con il cambio di sezione perchè non sono imminenti elezioni, diciamo, ufficiali.
così, bisogna recarsi all’ufficio elettorale e farsi sostituire la tessera elettorale con il nuovo indirizzo e, quindi, con la relativa sezione…
ma si può? quanti lo sanno? quanti sono al corrente di questo meccanismo? e i vecchietti senza internet? o quelli che non comprano organi di partito dove (spero) è specificato tutto?
la prima volta che ho votato alle primarie, sono andata in una gelateria vicina a casa mia con il documento di identità: troppo semplice facilitare un nostro diritto?
scommetto che alle primarie del centrodestra faranno votare anche i bambini all’uscita da scuola…

Pubblicato da: gigiababette | 16 novembre 2012

Questione di priorità

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Pubblicato da: gigiababette | 8 novembre 2012

gigiacentrica (in quarantun righe)

ai miei occhi da talpa
al mio humor nero
ai piedi storti
alla risata alla muttley
al libro di salinas
al libro della merini
al maglione nuovo di don
al burro nel frigorifero
alla devozione
al braccino corto
alla mia insofferenza
alla mia tristezza
alla mia speranza
alla mia testardaggine
ai capelli tutti quanti
alle dita mangiate
alla voglia di sigaretta
alla voglia di pace
al mio metro e sessanta
allo stare su di me
allo stare con me
al diritto di me
al rovescio
al mio prossimo tatoo
a mum
a pa’
all’essere comandina
all’essere orso
ai miei balletti
al correre per respirare
ai fallimenti
al correre x avvicinarmi
al correre intorno a me
al correre da te
agli sbadigli rumorosi
agli indiani
alle polpette dell’esselunga
alla fedeltà
alla lotta
al profumo dietro la nuca

alla “candelina” dei miei quarantuno

cazzo.
auguri.
a tutta me.
solo a me.
tiè.

Pubblicato da: gigiababette | 30 ottobre 2012

esibizionista ambulante

 

vado al mercato per comprare un paio di panta un pochino più pesantini di quelli che ho: vi assicuro che stare fermi tutto il giorno, all’aperto, senza particolari ripari se non un gazebo striminzito, ti fa sentire il freddo entrare nelle ossa anche con 15 gradi

finita la parte “calimero”.

stamattina, ne trovo uno in misto cachemire e chiedo al tipo “sono taglia unica?”

“si – dice – ma non ti preoccupare: non sono quelle taglie uniche strane che vanno bene solo alle ragazzine. andranno bene anche a te”

SENTI GRANDISSIMO PEZZO DI CACCA! MA LO SAI CHE HO DUE GAMBETTE E DELLE CHIAPPE CHE NEMMENO A VENT’ANNI!? VIENI A CORRERE CON ME, IDIOTA DI UN IDIOTA! STUPIDO ESSERE, TI RIBALTO LA BANCARELLA E TI FICCO UNA SEDICENNE IN UN ORECCHIO! VUOI VEDERE IL MIO SEDERE? EH? EEEEEEH!?!?!? EEEEEEEEEEEH!!!??????? GUARDA PISTOLA!

ovviamente non ho detto nulla al cazzone… e l’ho pure pagato… tze…

Pubblicato da: gigiababette | 30 ottobre 2012

Keep running

L’ansia non ha fiato.

Dopo 40 minuti, si è seduta.

Sono libera per un po’. Mi raggiungerà poi… Ma ora ho vinto io.

Fedele puttana.

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Pubblicato da: gigiababette | 23 ottobre 2012

Tendenze

Mi vien più da salutare un cane che un uomo.

Non ho eguali nell’arte dello scodinzolamdnto ai pelosi

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Pubblicato da: gigiababette | 22 ottobre 2012

diversamente abile

 

ovvero

cieca come una talpa

dico sin da subito che mi piacerebbe scrivere un post denso di significato oppure un bel post di servizio o, comunque, qualcosa di utile e riflessivo

invece, vi troverete magari a ridere di me (e questo mi sembra doveroso) senza andare a finire da nessuna parte se non alla fine del monitor

la faccio breve: oggi pomeriggio, mi davano fastidio le lenti a contatto. le ho tolte, le ho lavate con il detergente e sistemate a nanna sino a domani

ho messo i miei fidi occhiali e via. fidati mica tanto perchè, starnutendo seduta davanti al pc, mi è partita una lente e ho catapultato la vitina chissà dove.

mi sono ritrovata, monocolo: per chi non conoscesse il problema “vista” deve sapere che ritrovarsi a vedere con 10 decimi con un occhio occhialuto e con 3 decimi dall’altro… risulta quantomeno vomitevole.

con le lenti a contatto appena riposte e quindi non utilizzabili, mi sono trovata a palpare il pavimento centimentro dopo centimetro, con micine stupite e giocose, per cercare prima la lente e poi la vitina.

ovviamente, non ho trovato la vitina e – grazie gigioie! – ho riparato gli occhiali con del fil di ferro, con il naso appiccicato agli occhiali per cercare di vedere il buchino orfano di vite, in cui infilare il filo…

vi assicuro che ho passato dei brutti momenti: essere cosciente della propria menomazione, perchè di menomazione si tratta, e non sapere come fare, ti porta a pensare a quanto la nostra tanto amata e desiderata autonomia abbia dei limiti FISIOLOGICI ben precisi

ecco, mi sono sentita così… impotente

(il post è finito)

Pubblicato da: gigiababette | 21 ottobre 2012

Domenica bestiale

“Sei una lupa cattiva vestita da cucciola”

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Pubblicato da: gigiababette | 19 ottobre 2012

Vorrei

Scrivere la mia vita: bella o brutta che sia, metterei punti, virgole virgolette. Anche Incisi, punti esclamativi e punti di domanda, spesso, ma di certo ci vorrebbe una penna con l’inchiostro per scriverla.

Perché penso che non sia troppo tardi per riempire pagine e pagine di parole piene…

Invece non scrivo, ma leggo semplicemente l’elenco delle mie incapacità

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Pubblicato da: gigiababette | 18 ottobre 2012

Uomini comprensivi…

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Pubblicato da: gigiababette | 13 ottobre 2012

Il dolore addosso

Dentro
In fondo
Affanculo nel cuore

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Pubblicato da: gigiababette | 8 ottobre 2012

Ci si può provare

Però io ho il tavolo in cristallo… Mumble…

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Pubblicato da: gigiababette | 3 ottobre 2012

oddio che ridere

per chi non l’avesse riconosciuto è Hugh Jackman ovvero Wolverine di X-Man

Pubblicato da: gigiababette | 2 ottobre 2012

titolo del film: faccia da restauro

carrellata sulle bancarelle di uno dei tanti mercatini domenicali di antiquariato
è l’ora di chiusura e tutti non vedono l’ora di andare a casa: come formichine, rapidissimamente imballano piccoli e grandi oggetti da caricare sui furgoni
chi contento per un buon affare, chi meno, si rientra tra le luci che calano

campo lungo, quindi, sul mercato in via di sparizione

campo piano sulla bancarella di due splendide sorelle illuminate dal tramonto

la piccola sistema gli articoli di antiquariato nautico nelle vetrinette

la grande sta spiegando all’organizzatrice del mercato l’importanza della reciprocità di relazioni tra le parti

audio “non possiamo fare altro che dare lustro al suo evento con i nostri articoli. sa noi non abbiamo nessun rifacimento, tutti pezzi originali, niente di rifatto”

fermo immagine: le due donne sono faccia a faccia. l’organizzatrice da le spalle alla telecamera: vediamo solo un paio di jeans attillati, tacchi vertiginosi, chioma bionda fluente e busto strizzato in una maglietta semi trasparente

zoom. lentissimamente la donna si gira e rivela l’unica cosa di TOTALMENTE RIFATTO al banco delle sorelle

labbroni canotto, tettone taglia 6, ombelico alla base del collo per effetto lifting

primissimo piano sulla piccola il cui viso, una volta angelico, è contorto da risa diaboliche

primissimo piano sul viso della grande, occhi spalancati e sguardo incredulo “ma come faccio a fare sempre ste figure di erda…”

Pubblicato da: gigiababette | 28 settembre 2012

le mie verità assolute

Potrei vivere a pane e salame, pane e cioccolato, bevendo negramaro e campari shakerato

Renzi e’ un furbetto

40 anni sono meglio dei 30

Alla minetti serve l’elettroshock

Il momento migliore per godersi la spiaggia e’ la mattina

Il momento migliore per godersi la spiaggia e’ la sera

Le coccole dei gatti sono curative

Salinas e’ un balsamo per l’anima

I soldi non danno la felicità, ma la tranquillità si

Inutile dare forma ad un’idea

Inutile cucinare qualcosa che non si ha voglia di mangiare perchè il risultato sarà pessimo

Ma soprattutto:

Pubblicato da: gigiababette | 18 settembre 2012

Colazione

Non smetteva di ridere raccontandole cazzate, al bar valentino, prima di scappare di qua e di la’, tra un cappuccino e un espresso.

Le sposta un ricciolo dal naso e sorride ancora “respiri?”

Lei smoccola, si accuccia, pensa che stavano meglio a letto poco prima e prende con il dito la schiuma dalla tazza. “si – bofonchia – mentre tasta il vicks in tasca”

Lui ha una briciola di cornetto sul labbro e Guarda la strada oltre la vetrata del bar come se guardasse un tramonto, al mare, quando il sole splasha nell’acqua.

Diventa serio di colpo, la fissa nelle lenti a contatti e dice”non potevo dire cosa mi mancasse perche non sapevo mi mancasse qualcosa. Ora che ci sei, lo so. E non posso piu farne a meno”

Lei nasconde il sereno con il fazzoletto, mentre si soffia il naso.

Poi si compone, gli lancia uno sguardo miope e gli mette tra le mani un “forse oggi potremmo bigiare il lavoro”.

Mentre spengono i telefoni, lei starnutisce.

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Pubblicato da: gigiababette | 16 settembre 2012

Arcodamore

Vorrei sapere dove sei questa notte, mentre qui sono le quattro e non riesco ad addormentarmi. Vorrei sapere cosa stai facendo e con chi sei, e che faccia hai, se ti ho già incontrato o ci siamo solo sfiorati qualche volta, se siamo sempre stati distanti senza il minimo punto di contatto. Vorrei sapere se ci incontreremo e quando. Se ci incontreremo troppo tardi o appena in tempo, o ci incontreremo ma non riusciremo neanche a capire che eravamo noi e quanto eravamo importanti uno per l’altra. Io credo che ti riconoscerei subito, anzi sono sicura. Mi basterebbe guardarti negli occhi un attimo per capire chi sei tu, o solo guardarti entrare in una stanza. Mi basterebbe un secondo, o meno. Però adesso dove sei? Adesso che sono così sola triste e senza speranza, dopo tutti questi uomini vili e freddi e mammoni e indifferenti e sadici e semplicemente sbagliati? Dove sei? E ci sei, poi?

Andrea de Carlo

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Pubblicato da: gigiababette | 16 settembre 2012

Eh già!

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Pubblicato da: gigiababette | 7 settembre 2012

Come ti si dovrebbe baciare

Quando ti bacio
non è solo la tua bocca
non è solo il tuo ombellico
…non è solo il tuo grembo
che bacio

Io bacio anche le tue domande
e i tuoi desideri
bacio il tuo riflettere
i tuoi dubbi
e il tuo coraggio
il tuo amore per me
e la tua libertà da me
il tuo piede
che è giunto qui
e che di nuovo se ne va
io bacio te
così come sei
e come sarai
domani e oltre
e quando il mio tempo sarà trascorso

Erich fried

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Pubblicato da: gigiababette | 4 settembre 2012

la vita è un cesso

odio treni, aerei e macchine, bici, cavalli e tricicli. odio stazioni, aeroporti, strade e straducole.
questo perchè odio, di fatto, le partenze ma anche gli arrivi perchè non c’è una partenza e un ritorno netto, dipende da che parte lo guardi e, comunque, prima o poi, devi ripartire per tornare o per andare

io ho deciso che vado e basta. non parto e non torno. vado.

ecco, con questa decisone mi sento meglio anche se non mi permette di affrontare un pernicioso problema: il cambio vacanziero del wc

insomma, alzi la mano chi non prova imbarazzo a frequentare un nuovo bagno.
solo il “nostro” ci conosce bene, solo del nostro ci fidiamo totalmente, solo sul nostro ci sentiamo dei re

è questo uno dei pochissimi motivi che rendono felici il rientro: appena spalancata la porta di casa, con l’odore di chiuso che si appiccica addosso come pellicola, si buttano i trolley lì alla cacchio e si corre in bagno.

“ciao amore, mi sei mancato. ho deciso di stare tutto il giorno con te. porto la tv, i panini, la birra e una stecca di sigarette. l’iphone è al massimo della batteria”

ma come ogni amore vero ha tanti nemici uno fra i quali, il peggiore: “le formichine”… come fare a stare seduti a lungo quando dopo un zin, non senti più una gamba? devi muoverti, ruotare le caviglie. è così che consigliano le hostess durante i supervoli…

insomma, morale della favola: puoi partire, arrivare, andare, venire

il dramma è che anche quando stai, devi muoverti

che vita.

(post delirante scritto con l’aiuto del wc di f)

Pubblicato da: gigiababette | 30 agosto 2012

senza fiato

 

(solo un punto. alla fine)

e pensare che vorresti buttare via la borsa e quello stupido ombrello per correre correre correre e ancora correre mentre il sole viene inghiottito dalle nuvole e dalla pioggia che comincia a cadere prima piano e poi viavia più forte e correre sempre più forte anche tu sapendo che dai pensieri non si scappa ma si possono cambiare pensieri se il pensiero si concentra sul fiato che manca il polmone che arranca il culo duro da tanto fa male le gambe che cedono le vesciche che urlano  ma devo correre correre correre perchè sono forte e posso farcela perchè la testa diventa leggera saltando in tutte le pozzanghere senza la gioia del bambino ma la voglia di sporco di fango di bagnato di umido mentre corri e il sudore si mischia alla pioggia fredda e ti bagni che bello ti bagni e corri e ti bagni e viene notte e le macchine clacsonano quella pirla che corre sotto la pioggia e dove cazzo deve andare così di corsa ha il diavolo al culo forse chi lo sa ma corre corre ancora corre mentre milano se la inghiotte e la sputa

sotto casa.

Pubblicato da: gigiababette | 20 agosto 2012

maledetta ignoranza

mentre io mi stramaledico per aver portato pochi libri da leggere sulla spiaggia, le mie orecchie sentono cose raccapriccianti

padre che minaccia il figlio capriccioso “se non la pianti, ti porto a casa e ti chiudo in stanza con un libro!”

ma non capisce che gli farebbe solo del bene?

p.s. a proposito dell’ultimo di camilleri… montalbano: non si fa! cazzarola… mi aspettavo una fine differente!

Pubblicato da: gigiababette | 23 luglio 2012

What if…

Mi sciolgo i capelli

Mi metto a testa in giù

Irrigidisco i muscoli

E divento una scopa di saggina

Pubblicato da: gigiababette | 22 luglio 2012

To drink or not to drink

Ieri sera ho sbevazzato un zin e ora ho mal di testa

Stamattina alle 5, da talpa quale sono, sono strisciata verso il frigo e ho preso per sbaglio una bottiglia di vino aperta: ho tirato una golata a canna di vermentino di Sardegna ghiacciato

Mo’ dovrei alzarmi e bere il latte. O l’aranciata. O l’orzoro.

Ma se apro il frigo e il vermentino mi aggredisce?

Sto a letto e intanto dico che…

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Pubblicato da: gigiababette | 19 luglio 2012

… Come una piuma…

Stanotte la mia bilancia deve aver avuto rapporti sessuali con la bilancia del vicino: stamattina non era proprio in se. Era dispensatrice di buone notizie.

Salgo e mi dice, tutta sorridente: “oggi pesi 45 kg”

Pensavo di aver invertito i numeri. Riguardo: 45. Scendo, risalgo, guardo: 45 kg.

Ebbra di felicita, sebbene conscia di doverne comprare una nuova, esco di casa saltellando nei miei virtualisssimi 45 kg

Non c’è niente che renda piu felice di qualcosa che fAcciamo finta sia

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Pubblicato da: gigiababette | 10 luglio 2012

mi piacciono grossi

da sempre. ho cominciato così tanti anni fa e certe abitudini non si perdono.

 

questa mia preferenza ha anche lati negativi: non ci sta dappertutto!

 

ma… l’avere un mega borsellino (n.d.a.: a cosa avevate pensato?) significa innanzitutto che contiene migliaia di cose… una vita…

 

per cui, quando il poliziotto, durante la denuncia di furto, ti dice: “mettiamo a verbale cosa le è stato rubato”, gli occhi – e la mente – si velano di panico

 

perchè sì, perchè è una violazione privata… perchè quasiquasi non me ne frega niente delle file per rifare tutti i documenti, dei soldi, delle carte di credito e della tessera dell’esselunga…

 

tu, caro poliziotto, beccherai anche questi stronzi che ci hanno violato ma.. a me, chi mi restituisce le foto antiche della mia famiglia? i bigliettini d’amore? i messaggini di don? lo scontrino del bar del primo appuntamento? eh?!

 

e chissà quante cosa ora non ricordo…

 

questa volta il malocchio te l’ho fatto io, zingaro di merda.

Pubblicato da: gigiababette | 25 giugno 2012

e io mi chiedo: che ore sono?!

“Tesoro, questa sarà un’estate particolare.

E non per l’eclissi, non per la fine del mondo

che tanto non ci sarà.

Il guaio è che non siamo vecchi abbastanza

per rimpiangere la felicità,

né giovani quanto basta per essere sicuri

che oggi no, domani forse,

ma dopodomani sicuramente.

In ogni caso, ne abbiamo di energia da vendere,

noi, e fegato a iosa e denti

che possono benissimo

sostituire l’aquila del mito.

Tanto il fegato si rigenera,

e quanto all’energia

quella che circola nell’universo

è sempre la stessa.

E ne abbiamo da dire a quelli che hanno vent’anni

sulla passione e sull’amore

appeso al trillo di un cellulare

e sulle scopate una dopo l’altra

che ti ritrovi a sentire

che l’abitudine è un’invenzione dei preti,

degli impotenti, dei mariti e delle mogli,

di gente tutta cioè che passa il tempo ripetendosi

c’era un tempo, c’era un tempo.

Bene, in un mondo del genere,

io non ho nulla da fare.

Ti ho incontrata, e chiamato Beatrice.

Che ti chiamassi davvero così, è solo un caso.

O una coincidenza.

Ce l’ho messa tutta per amarti.

Ma ciò che ho fatto non basta.

Tu stessa hai fatto lo stesso.

E anche questo non basta.

C’è sempre qualcosa ancora da fare

in situazioni così.

Per esempio, chiedersi se si è teneri abbastanza.

E duri, quanto occorre per non convincersi

che la felicità è un diritto in stretta relazione

con il dna o con i coglioni.

E stupirsi che l’altro ci respiri sulle labbra.

E ci dica buongiorno e prepari il caffé.

E venga a passare l’estate nello stesso mare.

E ci faccia un pompino

o ce lo infili dicendoci ti amo.

Bene, noi non siamo folli,

né santi, o pervertiti e ciarlatani.

Io e te non siamo di quelli

che se ne vanno in giro

a giurare di non aver mai deluso nessuno

e di provare ancora gusto a vivere come si vive.

Abbiamo avuto ciò che volevamo,

e al prezzo giusto che hanno certe cose.

Ed ora eccoci qua, con questa nave che parte

alle ventuno in punto,

e questa estate particolare

che promette d’essere generosa

di struggimenti e desideri.

E la paura di vivere troppo.

Di morire

senza avere avuto il tempo di dirci

ciò che era necessario dirci

prima che la nave partisse.”

(Luther Blissett, da “Spleen”)

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Pubblicato da: gigiababette | 24 giugno 2012

Che fare?

“e t’amo, t’amo. Ed e’ continuo schianto”.

Ungaretti

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Pubblicato da: gigiababette | 5 giugno 2012

Sopra(v)vento

Tesoro mio, capisco che tu stia studiando canto e trovo anche che tu abbia una bella voce.
Mi va anche bene che mi faccia la “scala” ma, anima mia, non accompagnarla con il gesto del braccio perche hai appena smesso di correre… E ad ogni “do, re, mi, fa, sol” la tua ascella emana fortissimi afrori.
Ed io, sulla tua scia.

Pubblicato da: gigiababette | 4 giugno 2012

Running

Il bello della corsa e’ l’essere in competizione con noi stessi

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Pubblicato da: gigiababette | 31 maggio 2012

se potessi aveeereeeee mille lire al meeeeeseeeeee!

telefonata odierna, con uno zin di sana invidia

lui: buongiorno, parlo con magazzini navali?
io: sì, mi dica
lui: sono m bmdmdkdaahdhd
io: scusi?
lui: m dkdfdnndfdfi
io: non ho capito…
lui: sono m berlusconi
io: aaaaaaah! ho capito perchè non lo pronunciava… 🙂
lui: eh sì… sa com’è… non siamo parenti… è un cognome impegnativo…
ma mi dica!
lui: senta, vorrei fare un regalo a un mio amico che ha uno swan 65 e volevo sapere se avete qualcosa di carino
io: … (questo è il rumore della mia mente alla ricerca infruttuosa di uno swan 65. ma che cazzo è? ovviamente il pc quando serve è spento)
guardi… al momento non MI SOVVIENE NULLA… però verifico e la richiamo.
lui: salve
io: salve

mi odio quando non ho la risposta pronta e… sappiate… che lo swan 65 è una delle barche a vela più belle al mondo… se volete schiattare, cliccate per ingrandire…

ma va a chiapà i ratt, barbun!

 

Pubblicato da: gigiababette | 9 maggio 2012

tutta colpa del MLP

eh già, mannaggia, acciderbolina e puffarbacco

i miei “poveri” amici di fb già sanno quanto io stia diventando drogata di camminata e corsa: ogni momento sono a sfrantecare i maroni con i miei aggiornamenti in diretta dal parco

stasera, mollato bellamente un lavoro noiosino, decido di farmi i miei chilometrini

mi cambio: maglietta, calzini, scarpette molleggiate che manco celentano e un bel paio di pantaloncioni larghi stile mutande di fantozzi. perchè? perchè la patata deve respirare l’aria buona di primavera, le prime brezzoline calde, la libertà della natura milanese

già: sono del Movimento Liberazione Patata

milano è una grande città composta da tanti piccoli paesotti. i miei “compaesani” sono abituati a vedermi uscire da casa in situazioni talvolta anche imbarazzanti. quindi non mi pongo problemi

arrivo al parco, cammino corro e saltello, libera e felice pur senza lines lei, coda di cavallo imbizzarrita e rammstein nelle orecchie a tutto volume. fino a che, crollo e stramazzo a terra come il cavallo poc’anzi nominato ma in fin di vita.

decido rientrare, sudata e maleodorante, bocca asciutta e leggera zoppia

ed ecco che mi si palesano in tutto il loro splendore, i fighetti dell’aperitivo in corso sempione che si radunano in tutti i locali dell’area pedonale

ma porca vacca! mica ci avevo pensato all’andata! era tutto vuoto…

tra i tavolini e gli sbagelli alti mezzo metro per gambe da playgirl, menù new age, spritz e sushi bar, modelle e cretinetti ingellati e fintamente casual, perfetti nel loro disordine: scommetto che fanno anche le puzzette firmate

ecco, tra di loro passo io. non ho più la forza di correre altrimenti lo farei, anzi, scapperei. mi fingo disinvolta al telefono con don ma sono certa di lasciare una scia di sudore che – per restare in tema – ha un leggero olezzo di focaccina alle cipolle… tiè, io ho l’aperitivo incorporato.

tacchi vs brooks, minigonne vs fantozzi, gucci vs marsupio, diego della palma vs gigiababette: supero l’ingorgo di ormoni e paillettes e finalmente… respiro.

come sempre, è tutta colpa della patata… ecco a voi la mia mise per l’aperitivo milanese:

 

Pubblicato da: gigiababette | 29 aprile 2012

Libera interpretazione

Luogo: ovunque

Tempo: sempre

Dialogo:
Lui “chiedimi se ti amo”
Lei “ghi kg fede ygftgfd ih ijgdcn bbffuk …”

Sottofondo: assolo di ibanez

Immagine di riferimento

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